
Tra i nostri esperti lettori é nata una discussione (che potete leggere compiutamente nei commenti a L´OLANDASE SMIT RECUPERERÀ COSTA CONCORDIA! POSSIBILE IL RESTAURO!) sui metodi di recupero della Costa Concordia.
Riportiamo i piú interessanti e discussi.
Giusueppe scrive:
Ho lavorato per anni nel campo marittimo e ho contribuito in sardegna al recupero di una nave italiana gravemente danneggiata da uno speronamento con altra nave. La nave si era inclinata moltissimo ed aveva imbarcato migliaia di tonnellate d’acqua. Il recupero è stato possibile grazie all’intervento di personale esperto che ha effettuato saldature subaquee allo scopo di consentire la sistemazione di una rete di acciaio sulla falla situata in gran parte sotto la linea di galleggiamento. Successivamente è stato possibile fare una colata di una sorta di cemento/resina particolare sulla rete. In seguito è stata pompata acqua dai compartimenti allagati. Una volta raddrizzata l’unità, dall’interno sono state saldate delle lamiere (ma è possibile faro anche dall’esterno) e poi è stata rimorchiata in cantiere. L’unità è ancora in servizio. Nel caso della Concordia l’operazione è molto più complessa ma possibile … ritengo che come al solito si stia operando senza troppa coordinazione, con molta approssimazione e lentezza aprendo troppe e inutili falle che complicano il recupero sia del carburante che della nave che da subito doveva essere ancorata a dei piloni piazzati a poppa della nave più tempo trascorre e peggio è … auguri Concordia!
a cui il Cap Dr Pier Luigi Caffese risposnde e specifica
Dire che la Costa Concordia non si puo’ raddizzare è un insulto alla marineria italiana perchè non abbiamo bisogno di olandesi ma di cervello marinaresco italiano e non essere dei vigliacchi alla schettino che scappano o che la demoliscano a pezzi perchè sarebbe la 2° codardia.Le tecniche sono già state da me indicate e mi assumerei volentieri la responsabilità del team ad un costo 1/3 dell’olandese. Come si fa a raddrizzarla:
1.si mette sulle falle una rete di grafite Mapei dopo si butta cemento particolare con additttivi chimici studiato con Mapei 2.si levano le 120.000 t.d’acqua all’interno con 4-6 turbine di pompaggio da richiedere all’estero
3.si mettono i dati di costruzione Fincantieri su pc e si vede come si leva l’acqua ed il livello progressivo in diminuzione ma lasciando un po’ d’acqua sotto il ponte 0 ed in sentina 4. Poi si usano cavi sintetici per traino laterale con rimorchiatori potenti,gru di Neri e leve a terra per progressivo raddrizzamento in base a spostamenti acqua e loro livello 5. Poi si traina via a Genova o Palermo ma si puo’ anche portare a Monfalcone trainata da 4 rimorchiatori,2 a prua e 2 a lato per eventuali manovre in base al vento 6.tempi:un mese e mezzo di duro lavoro,altro che 9 mesi 7.nel caso la Costa non volesse recuperarla lo fa lo Stato che la mette a Civitavecchia come albergo galleggiante e le spese le paga la Costa per rimborso danni.
8.le turbine pumped rimangono sul Giglio a far energia dal mare come compensazione danni ma bisogna scavare un laghetto sull’isola per stoccare l’acqua che transita da costa a costa producendo energia hydro pompaggio modulare o marine phs.
infine il metodo dei pallancini di Gaetano (3 ore di tempo) che ci invia la lettera inviata anche al capo della Protezione Civile Gabrielli.
Egr. Capo Dipartimento, dott. Gabrielli: mi pregio inviarle bozza in pdf e alcune foto per dimostrarle “pure in presenza ” di 300.000. Ton. come si riesce a recuperare la Concordia nello stesso tempo che necessita per togliere il carburante . Prel.te il sottoscritto è stato il Dir. Tec per il recupero di un edificio incendio “piazza Cascino” Palermo in stretta coll.ne con Prot. civile (1999) e sono figlio di marinaio che si salvò dall’aff.to del sommergibile AMBA ALANGI /guerra mondiale) sinteticamente : a) inserire palloni sgonfi (sub)e inerti all’interno dello scafo /pompe)e principalmente all’interno delle paratie stagno (per errore aperte) e per circa 80 100.000 mc …b) i palloni da gonfiare consentendo l’ uscita dell’acqua dallo squarcio e dai laterali su cui apposte reti per impedire l’uscita degli inerti aventi funzione di posizionarsi in alto a prot.ne dei palloni. muniti di valvola autonoma e collegati in serie alla tubazione inserita dalla coperta (tubi Pn 10 in pvc); c) cominciando dal lato costa ..si immette aria raggiunta la quantita… “si tira” facendo passare in cavi sulla coperta di nave gemella e/ similare in maniera d’avere una leva con h 60 più la parte immersa dove è il fulcro e per cui i Nw (rimorchiatori) x circa 80 volte.. e il resto in diretta mondiale la falla deve rimanere aperta per consentire l’uscita dell’acqua. sostituita dagli inerti e palloni E importante recuperare il max dalle paratie stagno (pari al peso dello scafo).
Disponibile a Vs richiesta a fornire ulteriori appr.ti e il plauso di amici Tecnici. La presente indirizzata “solamente per la memoria di Papà e senza speculazione. Con osservanza ; Arch e Geom. Ingargiola tel. XXX.

Tecniche diverse che sembrano essere motlo più veloci di quelle espresse finora dagli esperti consultati da Costa Crociere.







febbraio 10th, 2012 at 17:11
Egregi Signori,
ho un metodo infallibile e poco costoso x il recupero della nave.
Si mandano dei cassaintegrati a recuperare le palline da tennis e da golf che si perdono nei vari campi (così si risolvono 2 problemi, la disoccupazione e l’inquinamento) e con un imbuto grande si mettono dentro la nave.
Dopo di chè si svuota l’acqua ancora presente all’interno dello scafo per mezzo di un team di tecnici di provata esperienza, quali ex ministri, ex responsabili dei LL. PP. ed ex tesorieri di partito, tutta gente che di ingegno e fortuna ne ha da vendere, tipo case gratis, appalti decuplicati e tesoretti spariti (N.D. al riguardo non ho ben chiaro come sia possibile che chi non si accorge che gli fregano 13 MLD€, se bastano, possa governare salvando la ns. povera ITALIA).
Fatto questo prendiamo la scialupa o motovedetta che Capitan Schettino aveva chiesto alla C.P. e tiriamo.
Non ringraziatemi, ho solo fatto il mio dovere, C…O !!!
febbraio 10th, 2012 at 18:38
Bellissima questa di “Sos Indignados” solo che le palline da tennis,devono insersi dal basso nel caso del recupero della nave. Le stesse entrano e sostituiscono l’acqua.Lo stesso deve avvenire nella società. Cominciamo dal basso (NOI) a cambiare l’acqua “schettinata” dimostrando con idee e progetti le soluzioni e non solo a criticare. Per Cui Contrariamente ti ringrazio
febbraio 10th, 2012 at 18:48
Salve a Tutti,
io mica l’ho detto da che parte lo mettevo l’imbuto…, così come si fa in politica.
Scherzi a parte, se c’è da cambiare l’acqua contate pure su di me.
Saluti
febbraio 12th, 2012 at 10:21
È passato quasi un mese dal naufragio, ma la nave è ancora lì.
Dalle foto della carena sembra che vi sia una asportazione di alcune lamiere del fasciame del fondo, ma le ossature del fondo sembrano ancora intatte e pertanto la robustezza della nave non sembra compromessa.
Io avrei agito nell’immediatezza in modo diverso, sfruttando anche la vicinanza dell’EUROVINIL, sistemando dei grossi gonfiabili (tipo grosse boe in pvc della Plastimo per regate) all’interno dei locali, sia cabine che saloni. Gonfiando prima quelli sistemati nella parte emersa della nave e poi gradualmente, partendo dai ponti in alto, nella parte dritta affondata. Sembra che con questo procedimento, le sollecitazioni strutturali sarebbero state molto contenute, i palloni avrebbero avuto l’unica funzione di togliere volume all’acqua, riportando la nave a galleggiare. Successivamente, essendo ormai inaffondabile, con facilità rimorchiarla in bacino. Ho stimato che in un mese si sarebbe potuto effettuare l’intera operazione. Occorrente un certo numero di palombari o sommozzatori, un pontone con un compressore e tante manichette per l’aria, oltre che reperire tutte le boe in circolazione. Il costo dell’operazione: proporzionale al tempo impiegato, un niente rispetto a quanto stimato dagli Olandesi.
Auguri Concordia L.C.
febbraio 12th, 2012 at 12:03
Sino a quando non “comprenderando ” che la soluzione stà nella sostituzione dell’acqua”, stimata sulla mia relazione in 300.000 mc e inviata con Pec a Prot. Civile, con palloni “sgonfi” e inerti leggeri “a protezione” e ciò anche dagli oblo esterni e pari al peso “dello scafo.inferiore a 90.000 ton . cominciando sul lato costa.e paratie stagno ….per cui raggiunto il punto d’ecquilibrio..In tre ore diretta mondiale” con un modesto apporto di “forza” passante su nave gemella e/o simile …leva più alta del bordo della Concordia. vettore positivo ..la nave galleggia. Ho a semplice richiesta il preventivo. Non si fà questa soluzione perchè COSTA meno di togliere il carburante.. è semplice, sicura, veloce…
febbraio 12th, 2012 at 23:38
Non sono d’accordo sulla stima della quantità d’acqua entrata nella Concordia. In quanto avendo una stazza di 112 000 tsl ed essendo una tsl = 2,832 metri cubi, questo vuol dire che il volume interno totale è di circa 300 000 m cubi. Essendo appoggiata su un fianco con la parte allagata che dalle foto sembra leggermente inferiore alla metà, il volume occupato dall’acqua quindi sarà di circa 130 – 140 000 m cubi pari a 130 – 140 000 tonn.
febbraio 12th, 2012 at 23:42
Recupero nave:
1- chiudere tutte le falle sul lato esposto a mare con fogli di lamiera inchiodati sulle pareti (vedi sistemi di chiodatura Hilti),
2- Affondare qualche centinaio di container vuoti sul lato a mare della nave, per costituire una base planare su dove far appoggiare il relitto mentre se lo raddrizza. I container vengono calati vuoti e una volta collocati sul fondo riempiti di calcestruzzo, per creare una base sicura e planare, che non permette alla nave di scivolare verso il mare aperto
3- Raddrizzare la nave con l’ausilio di palloni idrostatici posti sul lato a terra e il tiro di alcuni rimorchiatori
4- Chiudere eventuali falle anche sul lato a terra con lamiere e chiodi
5- pompare via l’acqua dall’interno dello scafo
6- trainare via la nave
7- recuperare con una gru i container riempiti di cemento.
Il tutto con rischi minimi per il personale di recupero, che non dovrebbe neppure entrare nella nave (che si trova in condizioni inagibili)
Grazie per l’attenzione
febbraio 13th, 2012 at 18:33
Nel merito di ciò che dice Luciano e altri tra cui spero non lo siano Le Maestranze Tecniche incaricate: La Stazza lorda: stl= comprende tutti i volumi interni della nave, compresi gli spazi della sala macchine, dei serbatoi di carburante, le zone riservate all’equipaggio e si misura partendo dalla superficie esterna delle paratie. Nel caso abbiamo, m 290 x m 35,50 x (52 +8,50) = mc 62.284 x 2,83 = stl 176.263 T
• Nel nostro caso la stl dichiarata è 114,142 che è il 64% del calcolo in quanto questa non rappresenta più il volume interno(Nuova convenzione) ma, una misura frutto di calcoli …..
• Geometricamente il peso della parte immersa è data dalla sezione 35,50 x 60,50 x 0.40(meno della metà) = mq 860 e per ml 290 x 1025= 260.000 T circa a cui è da sommare il peso della nave, motori, allestimenti, che è prossimo al dislocamento; ml 290 x 35,50 x 8,20 = mc 84.419 – Pertando in sicurezza 260.000 T = 300.000 T circa. confermando il dato inviato con PEC a Prot.civile, cioè il peso dell’acqua è tre volte circa il peso “nave” e la rip.ne della falla è l’ultima cosa da fare ..in quanto la fuoriuscita agevola la forza traino-sollevamento e tutto in tre ore ..dopo la preparazione.
febbraio 13th, 2012 at 22:44
Tre sono le regole di stazza, la prima si applica alle grosse navi, la 2^ alle piccole unità da diporto, la terza è un metodo detto della catena da usare in casi eccezionali. La normativa di stazza è un bel malloppo di pagine.
Con la 1^ regola vengono calcolati con estrema precisione tutti i volumi interni della nave ai quali debbono essere sottratti quelli relativi ai servizi essenziali di sicurezza, per esempio lo spazio occupato dal locale addiaccio del timone, depositi materiali antincendio ecc.
Ottenuto il volume in metri cubi, lo si divide per 2,832 e si ottiene la stazza lorda in tonnellate di stazza.
Dalla stazza lorda vengono sottratti gli spazi per i servizi nave, quelli per l’equipaggio e per le macchine e si ottiene la stazza netta, cioè gli spazi riservati al carico.
Il dislocamento invece è il peso in tonnellate peso della massa d’acqua spostata dalla carena e si ottiene moltiplicando il volume di carena per il peso specifico dell’acqua di mare che viene considerato
1,025 ton/m.c.
febbraio 14th, 2012 at 17:17
cosa centra la lezione.tre regole…adesso siamo convinti delle 300.000.ton di acqua ..essendo allagati anche i locali addiacci..e la stl dichiarata è inferiore per sicurezza; in sede di calcoli i valori devono aumentarsi;l’amico Luciano, concorda sul mio calcolo del disclocamento (circa 80.000) che è il “minimo” d’aria e altro per pareggiare il peso scafo e sulla nuova idea di introdurre i palloni sgonfi e inerti solo dall’esterno, (bucando e oblò) per cui la tubazione d’aria diventa più semplice. Ingargeom@libero.it
febbraio 19th, 2012 at 16:49
siamo disponibili a rimuovere la nave ricucendo la falla con un sistema di lamiere in alluminio marino assemblate e sparate mediante chiodatura.
Per una buona chiodatura le lamiere sono di spessore di 3 mm*5 in modo che,le lamiere cosi assemblate danno la possibilità di una buona forma ed una volta in cantiere le stesse vengono tolte e si ha la possibilita di riparare definitavamente la nave.
Per la rimozione della nave useremo una serie di palloni entro una struttura di rete dove vengono legate le fascie per fare alzare dopo aver gonfiato i palloni passanti da sotto la giglia in modo che,i palloni che sono dall’lato degli scogli hanno una spinta del 15% in + del lato mare in modo che quando la nave comincia a raddrizarsi non si rischia di farla precipitare ed allo stesso tempo appena la nave e al sicuro dalla imbarcazione di acqua dal ponte immerso con delle idrovore comincia subito lo svuotamento totale della stessa.
Distinti saluti Gaetano De Luca amministratore unico della SilvanaMare e, titolare di n°8 brevetti riguardanti il mare.
febbraio 20th, 2012 at 19:40
vorrei dire la mia in merito al recupero della nave semi affondata,
le cose semplici sono chiaramente le più facili da realizzare,
pertanto
1) sapendo che la nove ha degli scomparti stagni che possono essere isolati e svuotati sappiamo a quanto ammonta la spinta positiva di galleggiamento.
2)inserendo all interno delle zone allagate un volume di aria contenuta in palloni adeguatamente realizzati si andrebbe a far uscire l’ acqua allinterno della nave consentendo il galleggiamento.
cordiali saluti marco.
febbraio 20th, 2012 at 19:42
Complimenti Marco, non ci avevamo pensato, a nome di tutti un grazie ed in gamba, sempre così.
febbraio 22nd, 2012 at 16:32
Ho letto i vari metodi per il rapido recupero della concordia, quella dei palloni ocassoni flosci mi sembra la migliore, ma vorrei far presente ai
vari tecnici che hanno prodotto questi metodi, che non sono loro gli ideatori del sistema, in quanto io possiedo un brevetto che risale al 1971
il quale a suo tempo è stato premiato con diploma e medaglia d’oro al primo concorso internazionale degli inventori svoltosi in italia.
Premetto che ho di già trasmesso sia alla costa crociere che al sindaco del giglio (che in apparenza si dimostra preoccupato, ma mi ha dimostrato
il contrario. non si è degnato di rispondermi.) copia del brevetto con tutta la descrizione per come effettuare il recupero. Mi sono proprio convinto che in ballo ci sono troppi e grandi interessi e che delle nostre opinioni o meglio delle nostre tecniche se ne sbattono.
febbraio 22nd, 2012 at 18:52
Agli Amici che hanno cercato di dare un contributo in termini di idee e particolarmente a Cesare il quale “ha confermato che quella dei “palloni flosci è la migliore”; Io da Tecnico ho inviato un’idea che basa su tre aspetti, a) inserimenti di palloni sgonfi e inerti leggeri per circa 100.000 ton e pari al peso dello scafo (idrostatica di Archimede) b) gli inerti con funzione di “bloccare i palloni” collegati alla rete d’aria compressa in maniera da spostare il baricentro della massa (al cui raggiungimento di certi mc d’aria si assiste “in tre ore di diretta” al recupero) c) la “geniale” leva (Archimede/Leonardo) data dall’ausilio dell’altezza della nave gemella e/o similare in modo d’avere un braccio di 60 ..80 metri e fulcro sul fondale. Con tale braccio la forza di NW è per 60..80 volte e ciò consente di mettere in campo le “normali” forze dei rimorchiatori su valori tra 5000 Ton e 20000 Ton; Nessuno di Noi ha da brevettare niente; A Noi semplicemente “l’uso della genialità italiana” e un pò d’astuzia; A me la Prot. Civile ed altri hanno risposto e sono certo che quanto espresso in “numeri” è l’unica soluzione; Non “potrò brevettarla” in quanto ho semplicemente “usato” le Leggi della fisica; Potrà tenersi la medaglia l’amico Cesare e non pensi di riuscire a spostare… circa 400.000.ton di Concordia; Ci vogliono i numeri ..ed i Palloni….. poi gonfi. grazie
febbraio 24th, 2012 at 12:30
Rispondo a Gaetano: sono d’accordissimo sul sistema di recupero, facendo presente che risolvere questioni di normale rutin
ci vogliono i tecnici, ma per situazioni particolari, ci vogliono i tecnici con l’inventiva. purtroppo in italia le persone con
l’inventiva e ce ne sono tanti, ma sono trattati alla stessa tregua di visionari.
Io sono un tecnico, adesso in pensione ,ma con il cervello ancora in funzione. Durante la mia carriera lavorativa ho risolto
tantissimi problemi corredati da rispettivi brevetti. Della medaglia d’oro me ne sono sempre sbattuto, l’ho nominata solo
per citare la data dell’idea. Tornando alla concordia faccio presente che la stazza è di soli 11400 T. quindi non necessariamente
arrivare ai 100.000 T. Auguro comunque che riusciranno a raddrizzarla e portarla in rada. Certo con la tecnica da noi èroposta.
Mi dispiacerebbe se tutta l’operazione fosse affidata a ditte straniere.
febbraio 24th, 2012 at 21:10
Cari Amici e specialmente ai Colleghi Tecnici di non prendere dati a caso ho verificato con numeri il calcolo della Stazza lorda: stl= comprende tutti i volumi interni della nave, compresi gli spazi della sala macchine, dei serbatoi di carburante, le zone riservate all’equipaggio e si misura partendo dalla superficie esterna delle paratie. Nel caso abbiamo, m 290 x m 35,50 x (52 +8,50) = mc 62.284 x 2,83 = stl 176.263 T (circa)• Nel nostro caso la stl dichiarata è 114,142 T che è il 64% del calcolo in quanto questa non rappresenta più il volume interno(Nuova convenzione) ma, una misura frutto di calcoli …Invito Tutti a guardare il pdf e le foto ed a confermare A) vero è che la leva passante sulla “gemella” e/o similare.. per cui la forza necessaria è ridotta ad 1/60? B) vero è che qualsiasi forza posizionata sulla linea del mare trascina la nave e non la solleva? C) vero è che gli inerti sono necessari a stabilizzare “i palloni e che gli stessi devono essere di volume pari al peso dello scafo? D) vero è che la falla deve rimanere aperta per consentire l’uscita dell’acqua? E) vero è che raggiunto l’equilibrio nei volumi d’acqua sostituiti la nave si mette in linea e che ad un certo minuto scatta “tre ore per il recupero ” e la diretta mondiale; “speriamo TV Italia; se le risposte sono tutte affermative “l’idea” suggerita a Prot. Civile è l’unica Grazie
marzo 22nd, 2012 at 18:24
e..’ da tempo che ci penso ma potrebbe essere più semplice inserire nei vari ambienti allagati attraverso un tubo delle palline da pong pong a pressione il che farebbe uscire o.’ dalle dalle sommariamente riparate con reti per trattenere le palline…..saluti da un sommergibilista Ammiraglio in pensione
marzo 23rd, 2012 at 19:39
da figlio di sommergibilista(papà fù nostromo a brodo del VMM “AMBRA” mi aspettavo conferma sulla “leva”; è chiaro che il principio “unico” è sostituire l’acqua con… palloni, perlite..sughero ping pong .. inerti e rete da pescatori … cosi facendo si sposta il baricentro e desideravo conforto dai numeri da me indicatiGrazie. studio arch e geom. Ingargiola
marzo 23rd, 2012 at 20:50
Questa leva passata sulla gemella non la capisco…potrebbe far strisciare la nave cosa ora impkssibile. la nave per me e attaccafa al fondo si e’ormai creato un effetto ventosa…..calcoli ne servono pochi..sono stati gia’fatti da chi ha progettato l’unita’…bisogna togliere l’acqua dai locali
allagati la pallina da ping pong potrebbe fare il suo dovere. si potrebbe realizzare un sollevamento gradualecominciando dai locali emersi… e via cosi locale per locale….saluti
marzo 23rd, 2012 at 21:48
Ben detto.. i calcoli fatti da chi ha progettato l’unità sono perfetti sino a quando le camere stagno -erano chiuse ..invece erano aperte; oggi la nave è un come uno ” scola pasta”, per metterla in linea anche spostando il baricentro con ..le palline..polloni. al posto dell’acqua per equilibrare la STL è necessario gradualmente tirarla e qualunque “rimorchiatore a quota mare …la trascina non la solleva. Per cui è necessario “tirare” facendo fulcro sul fondale e leva ad una maggiore altezza ..almeno + 40 mt; la gemella e/o similare (chiatte..petroliere…) è necessaria per tirare, dopo che l’acqua delle camere stagno sostituita. diversamente la nave si mette in maniera orizzontale. saluti
marzo 23rd, 2012 at 22:02
Se non si porta ad un certo galleggiamento penso ci sia poco da tirare
marzo 26th, 2012 at 13:16
Il sistema dei palloni sembra il più razionale , avrei anche altre proposter , una a d esempio potrebbe essere :
1 – circondare la nave con una cornice di blocchi di PU opportunamente inseriti in apposito telaio di contenimento degli stessi .
2 – predisporre sul fianco emerso della nave viti saldate ad intervalli sulle quali verrà avvitata una barra di acciaio ( anche a pezzi ) avente la lunghezza della nave .
aprile 9th, 2012 at 17:45
Oggi nell’apprendere che l’italiana NERI consociata con la Smit..è una delle finaliste al recupero della Concordia comincio a pensare che i miei calcoli e l’idea suggerita con PEC sono corretti e precisamente: Nel caso abbiamo, m 290 x m 35,50 x (52 +8,50) = mc 62.284 x 2,83 = stl 176.263 T (circa)• la stl dichiarata è 114,142 T che è il 64% del calcolo in quanto questa non rappresenta più il volume interno(Nuova convenzione) invito Tutti a confermare A) vero è che la leva passante sulla “gemella” e/o similare.. per cui la forza necessaria è ridotta ad 1/60? B) vero è che qualsiasi forza posizionata sulla linea del mare trascina la nave e non la solleva? C) vero è che gli inerti sono necessari a stabilizzare “i palloni e che gli stessi devono essere di volume pari al peso dello scafo? D) vero è che la falla deve rimanere aperta per consentire l’uscita dell’acqua? E) vero è che raggiunto l’equilibrio nei volumi d’acqua sostituiti la nave si mette in linea e che ad un certo minuto scatta “tre ore per il recupero ” e la diretta mondiale; “speriamo TV Italia; se le risposte sono tutte affermative “l’idea” suggerita a Prot. Civile ed a NERI sarà la vincente Grazie
aprile 11th, 2012 at 19:47
nessuno parla del sistema che sembra in pole position per la realizzazione:quello dei pali di legno! E’ possinile sapere in che cosa consista esattamete questo sistema? Grazie
aprile 13th, 2012 at 20:07
per gli Amici che non trovano contraddizioni sulle affermazioni di cui sopra…questa dei pali in legno e/o delle putrelle inserite per 15 metri sul fondale sono solo barzellette e/o è per fare riposare gli operatori su qpalche amaca – Attendo notizie. grazie gaetanoing
aprile 16th, 2012 at 18:27
A distanza di mesi la Concordia giace in mare e gli olandesi vinceranno il recupero con cifra di 200 milioni,mentre il mio sistema vecchia maniera ma efficace perchè era il vecchio sistema di varo francese-ligure che costa 1/10 dell’olandese non si farà mai perchè io a differenza dei santoni non parlo di recupero ma raddrizzamento che si effettua a leva e quel critico che dice che le putrelle sono puttanate non capisce niente di fisica applicata alla marineria.Dopo grandi esperti calcolano cifre spaventose di acqua(400.000T.?) e vogliono levar l’acqua chi con l’aria chi con palline chi con polpi.Quale sarà il risultato:che sub appaltano ai bambini del Bangladesh che usando mani e picconi riutilizzano il relitto come rottame.Un piccolo appello alla Capitaneria e Giglio:non è meglio raddrizzarla!La nave appartiene allo Stato,a noi popolo italiano e la Costa per legge deve pagare sino all’ultimo euro.Mi voglio levare un sassolino dalle Scole:chi dice che Schettino è un eroe non sa niente di marineria ed è ignorante come il Preside che l’ha promosso e difeso.Non vi sembra strano che ci sia ancora una Italia che lo difenda:non saranno gli stessi che negano l’olocausto!Il raddrizzamento si fa turando falle,con cavi e con putrelle ben infisse.Chi vuole il recupero lo faccia o con martinetti o con aria e vedrete che la nave rotola a fondo e poi si spacca
ed io peschero’ li ottimo pesce dono di Schettino che sa costruire tane ai pesci.
aprile 18th, 2012 at 16:57
L’italia purtroppo è un paese di……..atleti, siamo sempre in gara come nelle olimpiadi, vince sempre chi mangia di più.
Gli interessi per riportare in rada la concordia sono enormi,con enormi cifre da spartire, quindi non ci rersta che farci
il sangue marcio, faranno sempre quello che più aggrada a loro. Mi piace ricordare che questo governo tecnico doveva
creare posti di lavoro, ed invece accetta che ditte estere faranno quello che un qualsiasi cantiere navale italiano è
capace di fare. Premetto che i nostri cantieri sono in crisi profonda con svariati operai in cassa integrazione.
Ci dobbiamo rassegnare. Se per disgrazia uno come noi avesse delle idee valide, l?unica strada è l’estero.
Ti saluto Cesare.
aprile 18th, 2012 at 17:44
Stavolta è l’ultima volta che degno di risposta un’ignorante che deve dimostrare la differenza tra raddrizzamento e recupero; l’una e l’altra sono legate allo spostamento del baricentro della massa (nave + acqua) 400 mila tonnellate e se il Dr Cap. vuole giocare con le putrelle lo faccia pure rivedendo gli “studi sulla fisica applicata alla marineria. e non dando dell’ignorante a chi ha svolto dei prodotti reali e senza ..occhio!! Devo ritenere diversamente che qualche rettore ha “sbagliato”. Relativamente a Schettino ho detto che all’errore commesso “con altri” ha “svolto un’azione eccezzzzionale” girando una massa di 300 metri in 5 minuti e questo gli avevano insegnato a scuola..e non di accostare a riva;
aprile 19th, 2012 at 11:43
Ci sono dei professori di fisica che possono rilasciare l’attestato di ignorante a chi se lo merita ma la marineria
vera,non quella dei finti eroi alla Schettino che mai fece la monovra che dice, perchè le ancore e catene non sono ingarbugliate come di norma,sa come raddrizzare le navi e lo sa fare senza aria,senza palline,senza polpi.Chi dice che ci sono nel relitto Concordia 400 mila t. dì acqua esagera,come dire che Schettino è un eroe.Ma intanto la Costa ha scelto il progetto costosissimo di note società estere che ci guadagnano sopra un bel po,prendendosi un anno e piu’di tempo.Non vorrei poi che applicassero quell’effetto leva basato su putrelle infisse a terra che non piace agli amanti della aria immessa nel relitto d’acqua.Ma sulla riparazione delle falle non vedo mai nessun progetto perchè pochi conoscono l’uso del cemento sostenuto da grate di carbonio sulle navi.Quando un pilone autostradale in Sicilia si frantuma si mette la grata di carbonio e poi sopra del cemento speciale.Cosi’ per le falle di navi perchè metter lamiere è complicato e lungo.Il risultato finale sarà che il Giglio si godrà la vista del relitto per 2 anni,quelli che vogliono l’aria nel relitto impareranno a fare i souffle’ e noi di marineria tradizionale ma solida, diremo”ci vuole tanto a raddrizzare una nave?”.
Ma noi siamo ignoranti,quella dell’aria eroi, come Schettino che ha salvato con una manovra non scritta negli annali della marineria mondiale 4000 persone.Con che manovra? mutimedia,con il telefonino e mandando a farsi friggere la Capitaneria di Livorno che gli rompeva i capassisi.Lui è l’eroe,quello della Guardia Costiera un rompiscoglio.Ma allora si invertono le parti.Si,siamo nel paese dove si da dell’ignorante a chi è contro la tua tesi,un paese dai finti eroi,che usa l’aria come se costasse niente,che fa calcoli matematici da far impallidire Eistein,che dice che i netrini sono piu’ veloci della luce e che i miei tempi di raddrizzamento di una nave dipendono dal calcoli di un altro,dipendono invece dai miei algoritmi e non dai suoi.Cordiali saluti.cap dr pier luigi caffese
maggio 10th, 2012 at 20:44
E passato del Tempo.. impegnati ad altro..Oggi a quasi 4 mesi nessuna certezza. Il progetto approvato dal costo di 300.ml $ deve essere riesaminato— prevede due cassoni e poi arriva.. qualcosa e lo tira ..adagio adagio Boooo!!!! Leggo poi che il peso è pari a 50.000 macchine…circa 50.000 Tonnellate. Ho chiesto e indicato che forse vi è stato “errore di stampa” A prova contraria m 290 x 35 x 20( altezza media acqua) = mc 203.000 e per 1 Ton/mc = T 203.000 a cui è d’aggiungere il peso dello scafo e sovraccarichi per effetto (ventosa, motori..) cioè non meno di 300.000 T. Qualcuno mi conferma i dati. Grazie
maggio 11th, 2012 at 12:26
1.i 300 milioni per il progetto Titan sono una esagerazione(sembrami il facsimile del Monte Paschi-Anton Veneta)
2.trattasi sempre di un raddrizzamento Concordia con chiusura delle falle, usando la leva da una parte,mentre io l’usavo da 2 parti e quella a terra era predominante e costa meno di quella in mare dove tutti guadagnano di piu’(cioe’ si vede che non è fatta da genovesi di buon senso)
3.raddrizzare con cassoni costa molto e fa spaccare lo scafo in piu’ punti anche se mettiamo sotto la piattaforma orizzontale
4.la soluzione piu’ economica e rapida è svuotare la nave con turbine di ripompaggio normalmente in commercio(vedi Almstom o Giapponesi) e lo raddrizzamento svuotando la nave diventa piu’ rapido e sicuro senza preoccuparsi del peso nave perchè è automatico in acqua(si provi nella vasca progetti navali di Roma e si avrà la conferma)
L’italia è un paese che ama l’esterofilia ma il progetto Titan è estorofilia cara, da petrolieri pieni di soldi.
Cordiali saluti.cap dr pier luigi caffese
maggio 11th, 2012 at 14:02
Mi pregio far conoscere un articolo interessante che supporta la grande Caz…ta del progetto approvato???. Vero è che noi contribuenti non abbiamo da che temere.. Mi duole il passare per cretini e ignoranti…. Livorno, 7 maggio 2012 …..- E a proposito di miracoli, c’è da giurare che presto qualcuno comincerà a fare il conto di quelli necessari perché il tanto desiderato maxi-relitto possa davvero arrivare a Livorno. Micoperi e Titan hanno detto alla Regione che nulla osta, purchè ci siano le condizioni tecniche: fondali, garanzie di uno smantellamento “pulito”, tempi veloci per i «cassoni» di spinta da costruire. Proviamo a citare tre di questi necessari miracoli, senza pretendere ad oggi di essere esaustivi.
PRIMO MIRACOLO. Partiamo dai fondali. Micoperi ha ricordato che il relitto, una volta in galleggiamento, pescherà 18,5 metri. Per farlo entrare in porto fino al bacino — o meglio, fino alla banchina 76 a fianco del bacino per smantellarne la metà ed alleggerirlo di almeno 20/30 mila tonnellate — bisognerebbe dragare entro i prossimi 8 mesi almeno un milione di tonnellate di fanghi. Da mettere dove? Con quali permessi, visto che solo in questa settimane parte faticosamente la gara per soli 100mila metri cubi sollecitata da anni? E il che tempi, visto che appunto le gare richiedono almeno sei mesi per normativa europea? Senza fondali, parlare del relitto in bacino o nelle banchine adiacenti è un’utopia: senza considerare la larghezza del «convoglio» con i cassoni, che non entrerebbe né in bacino né alla 76.
SECONDO MIRACOLO. Smantellare un relitto di quasi 50 mila tonnellate di peso, pieno di acqua inquinata, a poche decine di metri da un cantiere di raffinati yachts e a poche centinaia dal centro della città, a qualcuno può sembrare una bestemmia. Si tratta di un lavoro brutto, inquinante malgrado ogni precauzione, che richiede il movimento di migliaia di mezzi stradali pesanti. E’ comprensibile la volontà dei politici di dar lavoro in tempi di crisi: ma sarebbero in grado di fare il miracolo di non deturpare metà porto, tutto l’impianto della Benetti, i suoi raffinati yachts in allestimento e di non stravolgere la viabilità urbana?
TERZO MIRACOLO. Senza nulla togliere alla capacità delle maestranze dei cantieri d’Apuania e delle imprese di carpenteria livornesi, costruire in pochi mesi (e in che aree ?) i grandi cassoni di spinta richiesti da Micoperi è una grossa scommessa. Anche perché si tratterebbe di far collaborare fianco a fianco aziende, società e gruppi che si sono sempre fatti la guerra ed hanno metodi di lavoro e filosofie diverse. Certo, ci potrebbe essere, appunto, un miracolo. Antonio Fulvi
maggio 11th, 2012 at 15:27
Devo dare ragione a gaetano e fulvi perchè il progetto Titan è solo un progetto per far soldi e guadagnare la 2°volta per rottamare la nave.L’acqua si leva al Giglio,lasciando i fanghi piu’ spessi in fondo che operano come zavorra nel raddrizzamento,che poi si rilasciano in alto mare con precauzioni.I cassoni e le forze relative sui cavi distruggono la nave e sarà un trasporto di rottame a Livorno, non piu’ un trasporto di nave che per me va trainata in bacini di carenaggio sufficienti o a Genova dove sanno come imbragarla o a Riva Trigoso sul fondale sabbioso antistante il cantiere Fincantieri e se non lo sanno fare mi impegno personalmente.La nave è recuperabile e solo la parte elettrica è inutilizzabile.Perchè buttarla,allora si faccia un contratto con i bengalesi per 20.000 euro che se la portano via a morsi.
maggio 11th, 2012 at 19:17
Egr. cap Dr. e agli altri..sono stufo di sentire lamentele e critiche e ragioni e bengala ..la polemica ai politici Noi siamo Tecnici..e Lei Cap. non si impegni!!!.Prima deve fare il bravo matematico e dirmi se il prodotto (circa) della sezione tipo della nave è il seguente:.m 290 x 35 x 20( altezza media acqua) = mc 203.000 e per 1 Ton/mc = T 203.000 a cui è d’aggiungere il peso dello scafo e sovraccarichi per effetto (ventosa, motori..) cioè non meno di 300.000 T e poi entriamo nell’ambito delle forze necessarie a spostare il baricentro della massa. ”’pure con le sue putrelle ??? Ricordo che l’acqua in mare non pesa..ma essendo all’interno della nave le paratie fanno resistenza attiva: aspetto risposta dai tecnici che hanno avuto approvato il progetto..Loro sulla stampa hanno detto 50.000 T complessive
maggio 12th, 2012 at 15:34
Vedo che diminuisce il peso Concordia da 400.000 t.a 300.000 t. a vista d’occhio e le consiglio una bella cura dimagrante,diminuisca ancora.Per Lei il peso è vitale,per me non è vitale ma solo un problema di pompaggio con turbine.Ma è inutile che critichi me che non guadagno un euro,critichi Titan e Costa che paga cara una bufala per distruggere o rottamare una nave.Ho dato consigli di marineria e la politica la lascio a chi assolve sempre chi ha combinato il disastro,dicendo che ha fatto una manovra salvavite,altra bufala.
maggio 15th, 2012 at 17:55
RECUPERO LA COSTA CONCORDIA con costi strabilianti per rottamarla:Concordia d’oro.
1.Costi strabilianti.Leggo sul Sole-24 Ore di 300 milioni che paga la Carnival-Costa C,quando il mio progetto ne costava solo 30 e recuperava,non rottamava la nave.Dopo ho letto l’iter progettuale che non mi convince perche’ la leva è dalla parte opposta all’Isola e costa molto(effetto lievito sui costi).Non capisco perchè non la fanno sul Giglio.Poi non servono quei pali per trattenerla e per me non serve la piattaforma,anzi c’è il pericolo che la Concordia si spezzi dato il sovracarico sui cavi troppo vicini e messi per geometria e non nei punti piu’ resistenti,indicati in precedenti note tecniche.
2.Leva al contrario.
Costa meno mettere le putrelle a terra ben infisse e poi far leva ma in modo distanziato e sulle parti piu’ resistenti della nave e non ogni 3 metri come Titan.
3.Pali per non farla sprofondare nel fondo.
Non servono a niente perchè se il peso va verso il mare slitta lo stesso e non ci sono pali o piattaforme che tengono.
4.Falle turate con cemento e grafite.
Le falle, oggi nel 2012, si turano con reti di grafite e cemento come i piloni autostrade o ponti mare e non si mettono piu’ lamiere di acciaio.Negli anni ’40 a Lavagna si costruivano navi da guerra finte in cemento che erano inaffondabili.
5.L’acqua all’interno si deve levare,altrimento il peso spezza lo scafo e si leva l’acqua solo con turbine di pompaggio,non con pompe,tecnica ottocentesca.Preferisco levare l’acqua all’interno che mettere i cassoni sia per sicurezza che per la garanzia sull’effetto leva di 80° gradi.Leonardo avrebbe usato la leva al Giglio,i titani la fanno in mare per dare la dose di lievito piu’ alta ai costi 6.Scartati i pali infissi lato mare e la piattaforma che è una spesa inutile,la nave si raddrizza con perizia marinara e si recupera lo scafo senza rottamarlo 7.Peso con acqua.Vedo che diminuisce il peso Concordia da 400.000 t.a
300.000 t. a vista d’occhio e consiglio una bella cura dimagrante a chi calcola,diminuisca ancora.Per alcuni il peso è vitale,per me non è vitale ma solo un problema di pompaggio con turbine.Ma è inutile che si critichi me, che non guadagno un euro,si critichi il piano Titan e Costa che pagherà cara una bufala per distruggere o rottamare una nave.Ho dato consigli di marineria e la politica la lascio a chi assolve sempre chi ha combinato il disastro,dicendo che ha fatto una manovra salvavite,altra bufala.
maggio 15th, 2012 at 18:32
Copia di quanto inviato con PEC. a Prot. Civile il 14 cm ; Noi certifichiamo quando diciamo e/o pensiamo diversamente altri fanno demagogia; Sono il geom. Gaetano Ingargiola, figlio di sommergibilista che venne decorato con M.V.M. Preciso questo per rispetto e onore a chi ha avuto “fiducia” nella costruzione di queste macchine che sono l’espressione massima della “scienza che sposa la natura”; L’affetto che ho verso i sommergibili ed amante del mare mi ha portato a suggerire subito dopo il disastro una “idea” da trasformare in soluzione tecnica, avallata e supportata da altri Tecnici; Oggi nell’osservare il video con la soluzione scelta e sentire che il peso della nave è 50.000 ton..contro 300/400.000 ton e che tale soluzione è invasiva per l’ambiente, impossibile a realizzarsi e principalmente non avrebbe senso oggi “Archimede, Leonardo e Boyle” nel senso che nessun uso di tali “grandi” è usato. E’ pensabile pure che nella fase di “ricaduta” tutta l’intera struttura venga “distrutta e con essa i manovratori e che la nave sprofondi ..ed altro; Desidero e senza interesse offrire in maniera gratuita una riflessione , è possibile: Fare tutto l’intervento all’interno della nave con il solo ausilio di inerti e palloni sgonfi e reti atti a sostituire l’acqua dal peso di 1 t/mc contro 0,060 t/mc : tale soluzione non comporta alcun impatto ambientale ed è in massima sicurezza per gli operatori. Tutta l’intera fase gestita a distanza di sicurezza ..raggiunto il punto d’equilibrio la nave si mette in linea e il mondo assisterà la diretta di tre ore (dopo la preparazione) e Papà dirà ..Vedi ” il sommergibile va sott’acqua…risale togliendo l’acqua..Non ci vuole molto… Altro che 300.000.000 di $ .Ringrazio e mi dichiaro disponibile a confrontarmi . Studio INGARCH. Ingargiola
maggio 16th, 2012 at 19:49
Carissimo Gaetano, è tutto tempo perso, l’idea di cui sopra , per me è l’unica che a basso costo potrà recuperare
la concordia. purtroppo gli interessi sono tanti e ti tanta gente che si deve spartire il malloppo.Premetto che l’idea
dei palloni flosci da inserire dentro lo scafo, non è affatto nuova e che nel lontano 1970 circa, nello stretto di gibilterra
è stata sollevata una nave con questo sistema, che altrimenti con i sistemi tradizionali non era possibile, in quando
in quel caso le correnti non consentivano l’ancoraggio dei cassoni rigidi al relitto. Nel caso della concordia che abbiamo
uno scafo in bella vista, e che tutte le manovre sono di facilissima esecuzione, sarebbe un gioco.
Anche in questo caso verifichiamo lo spreco di danaro. Saluti Cesare