
Le nostre indiscrezioni e pensieri dei giorni scorsi prendono ufficialità. Il corriere.it riporta la nostra ipotesi di salvataggio della nave, e come già annunciato sabato mattina da noi, sarà l´azienda olandese Smit ad occupersi del recupero della nave. Di seguito riportiamo ciò che scrive oggi il corriere, cogliamo l´occasione inoltre per ringraziare l´esperto crocieristico di fama mondiale Peter Ehrmann per la sua lungimirante visione. Pur conoscendo le sue capacità siamo stupiti di come già da primi momenti avesse percepito le cause dell´incidente così come tutte le conseguenze e azioni seguite, tra cui appunto il salvataggio della nave da parte dell´Azienda Smit. Grazie.
Sarà l’olandese Smit, una delle più importanti imprese al mondo che si occupa di recupero di relitti, a occuparsi della Costa Concordia. Per ora il lavoro è tutto concentrato sul carburante dei serbatoi pieni della nave da crociera, all’incirca 2.400 tonnellate. «Ci vorranno almeno due settimane per completare questa operazione» spiegano i tecnici.
IL RECUPERO – Il passo dopo la bonifica per scongiurare un disastro ambientale all’Isola del Giglio sarà recuperare il relitto. Gli ingegneri della Smit stanno ancora valutando quale tecnica utilizzare, ma viste le condizioni la strada da percorrere sembra essere quella di raddrizzare la nave: «Va rimessa in verticale e messa in condizioni di galleggiare, e rimorchiata in cantiere, non c’è altro da fare» spiegano i tecnici che faranno il possibile per evitare la seconda opzione, ben più complicata e lunga, ovvero quella di smontare il transatlantico pezzo dopo pezzo. L’operazione è comunque molto complessa perché la nave è lunga 293 metri e pesa 114.500 tonnellate.
LA TECNICA – Per raddrizzare la Costa Concordia verranno prima di tutto temporaneamente «piantati» in mare enormi pali dalla parte opposta dell’inclinazione per poter avere una controspinta. A questo punto la nave sarà imbragata e sollevata con enormi paranchi con l’aiuto di cassoni galleggianti agganciati allo scafo. «Non sappiamo però se la nave avrà la forza di galleggiare» mettono in guardia i tecnici «e sarà fondamentale riparare la falla e mettere in moto le pompe per far fuoriuscire l’acqua». Per compensare i volumi di acqua che non escono dalla nave e dare una spinta allo scafo saranno ancorati sotto lo scafo grandi serbatoi. La Costa Concordia sarà quindi rimorchiata in cantiere e in base ai danni subiti sarà deciso se demolirla o restaurarla.
LA SMIT – La Smit di Rotterdam è stata fondata nel 1842 e oggi dispone di 400 navi di vario tipo. Nel 2001 si occupò del recupero del sottomarino russo «Kursk» e nel 2002 della bonifica delle cisterne della petroliera Prestige, affondata al largo delle coste della Galizia nel novembre 2002. In Italia si è occupata della bonifica della petroliera Haven, affondata al largo di Arenzano (Genova) nel 1991.
con spunti da corriere.it








gennaio 15th, 2012 at 20:12
e’ una grande nave!!!! immensa!!!! ho avuto la fortuna di farci una crociera!! 3 anni fa’. una vera citta !!!!!!vi prego rimettetela in mare!!! e saro’ il primo che ci mettera’ piede per una crociera!!!
AUGURI CONCORDIA!!!!!!!!!! SEI UNA GRANDE NAVE!!!!!
gennaio 15th, 2012 at 20:57
spero con tutto il cuore che possano restaurarla in modo che tra qualche anno torni di nuovo in funzione magari con un nuovo nome come hanno fatto per costa neoromantica per esempio e che possa far continuare ad emozionare tantissimi crocieristi proprio come è successo a me 4 mesi fa. w costa concordia.
gennaio 15th, 2012 at 21:45
riparare la falla … chiudere in stagne le sezioni a dritta e pompare acqua.. la nave risale da sola….14500T viene su che gli scappa da ridere..
nessuno si chiede come mai la falla e scoperta !!!
credete che il comandante sia un’imbecille e sia scappato?
guardate la concordia come è posizionata!!!
bisogna pensare!!! la gente critica e basta!!! alla mia domanda sa solo rispondere il comandante!
a proposito del comandante: e stata imprudente la manovra d’inchino fatta fare alla concordia per un saluto , manovra che la compagnia e a conoscenza ,
Domande!!
il comandante e sceso per verificare lo stato della nave?
forse era sicuro di aver sotto controllo la situazione e mantenere la nave in linea caricando le zavorre opposte?
Dai Concordia …
gennaio 15th, 2012 at 21:48
Soc. SMIT International, di Rotterdam
Leader mondiale nei recuperi e nelle maggiori operazioni marittime
Nel 1842, alla non più giovane età di 65 anni, Fop Smit pensò di provvedere alle navi in entrata nel porto di Rotterdam (Olanda) un transito sicuro e affidabile per mezzo del “Kinderdijk” un vapore a ruote da 140 hp. In seguito, la flotta SMIT crebbe e si aggiornò seguendo i progressi tecnici e le richieste dei clienti. Alla morte di Fop Smit nel 1866, la compagnia gestiva una flotta di sei rimorchiatori per una potenza totale di 500 hp.
I fligli di Fop, Jan and Leendert, continuarono a d accrescere la flotta e nel 1870 cominciarono a costruire rimorchiatori a elica.
Nel 1892 la Compagnia L. Smit & Co. costruì un rimorchiatore oceanico da 750 hp, che compì il primo di numerosi viaggi rimorchiando una draga da Rotterdam a Cadice, Spagna. Nel 1923 la L. Smit & Co. si fuse con la “Internationale Sleepdienst” (rimorchiatori), dando origine alla “L. Smit & Co. Internationale Sleepdienst”, che cominciò ad operare in tutto il mondo, anche nel campo dei recuperi navali.
Un notevole esempio del successo della SMIT in questo campo fu il recupero di 41 relitti nel canale di Suez, nel 1957.
La SMIT è stata attiva in seguito in moltissimi casi di recupero e rimozione di relitti, e continua ad offrire assistenza a navi in difficoltà. Dopo 165 anni, la SMIT è oggi una società che opera in campo internazionale, offrendo una varietà di servizi a spedizionieri marittimi, industrie del petrolio e gas liquido, società di assicurazione ed enti governativi.
Le esigenze di un mondo in rapida evoluzione ed una particolare attenzione alla protezione ambientale hanno spinto la SMIT ad offrire servizi speciali in quest’area. E’ stato così sviluppato, in collaborazione con il partner Norvegese Frank Mohn, il Pollutant Recovery System (PolRec), ovvero “sistema di recupero di contaminanti ambientali”. Il sistema PolRec permette alla SMIT Salvage (divisione della SMIT International) di rimuovere petrolio o prodotti chimici da navi affondate ad una profondità tra 50 e 250 metri. Sviluppi futuri del sistema permetteranno di raggiungere i 2500 metri.
La SMIT dispone di una flotta di 400 navi di vario tipo, ed offre i seguenti servizi:
Risposta ad emergenze marittime;
Rimozione/recupero di relitti;
Protezione ambientale;
Recupero sottomarino di olio o cargo;
Servizi marittimi antiincendio;
Servizi di esplorazione subacquea con sommozzatori;
Sorveglianza subacquea, video-ispezioni;
Consulenze di vario genere in campo marittimo.
Citiamo alcune delle operazioni di salvataggio/recupero portate a termine nel 2007:
MSC Napoli: nave porta-container danneggiata durante una tempesta nel Canale della Manica il 18 Gennaio;
Nautilus: draga rovesciatasi il 30 Novembre 2006 durante attività nel porto di Pointe-Noir, nella Repubblica del Congo;
Bitumen Glory: intervento sulla nave (5000 T, costruita nel 1985) carica di 4300 tonnellate di bitume, in viaggio dalla Malaysia all’ India, ove si era verificato un incendio nel locale motori;
Gold River : recupero della nave arenata al largo di Duala, Camerun.
gennaio 16th, 2012 at 04:03
Prima di aprire con il mio intervento vorrei esprimere le mie più sentite condoglianze ai familiari delle vittime di questa terribile tragedia, della quale sto seguendo con apprensione tutti gli sviluppi.
Ho appreso la notizia che Costa Concordia è assicurata con la Aon Insurance per il suo intero valore, 450 milioni di euro.
Un importo rilevante e, proprio per questo, per le corrette dichiarazioni occorrerebbe avere davanti il contratto e leggerlo attentamente.
Ad ogni modo, guardando ancora una volta le angoscianti immagini della Costa Concordia, l’entità del danno sembrerebbe possedere i presupposti per una richiesta di risarcimento integrale.
Brutti pensieri mi passano per la testa. Forse, dopo il difficile recupero, a quel punto non vi sarà convenienza a restaurarla, forse la Costa Concordia è perduta per sempre. Dopo questa tragedia, inoltre, chissà quanti sceglierebbero una nave sfortunata sin dal principio. Ma voglio ancora sperare che non sia persa.
gennaio 16th, 2012 at 19:50
Sono stato sulla Concordia(cabina 1022 samsara suite esterna, ponte germania)dal 5 al 13 agosto 2006, partendo da Civitavecchia. Ho ricordi profondamente emozionanti e mi piaceva guardare il tramonto, fumando il toscano, sul terrazzino, a 40 metri sul mare. E’ stato anche l’ultimo viaggio con la mia compagna, deceduta 10 mesi dopo. Ho pianto intensamente anche nel vedere la fine di una straordinaria creazione italiana(fincantieri)e sono legato ad essa attraverso un duplice lutto. Poterla riparare, magari con una colletta nazionale(essa è un potente simbolo), presso i Fincantieri, costi quel che costi, è come porre rimedio alla perdita. E’ la vittoria della speranza, della vita. Fate di tutto! Ettore Pellecchia, avvocato in pensione,Pescara.
gennaio 17th, 2012 at 12:26
salve, vorrei segnalare il mio misero sistema per salvare tutta la meravigliosa nave!
secondo me sarebbe sufficente riparare la falla pompare più acqua possibile fuori dalla nave e al momento in cui si ritiene possibile, con delle cariche esplosive si fa franare il terreno sotto la nave e il resto dovrebbe essere che la nave torni a galleggiare, logicamente sotto un controllo di esperti nel settore! se la cosa potrebbe funzionare sarei molto contento, AUGURI a tutti voi di COSTA CROCERE e che possiate risolvere l’accaduto nel migliore dei modi! fatemi sapere se l’idea è fattibile!
gennaio 17th, 2012 at 14:12
Oltre al ritrovamento dei dispersi, mi auguro vivamente che la Costa Concordia possa essere recuperata e restaurata.
Purtroppo lo spostamento della nave che ho appreso ieri non è un buon segno. Sospetto che se le operazioni per il recupero non saranno tempestive potremmo rischiare l’inabissamento della Costa Concordia e a quel punto, forse, toglierla dal fondale diverrà un’impresa talmente onerosa e difficoltosa da rendere più probabile un’operazione di bonifica e farla giacere sul fondo marino.
Altrettanto triste sarebbe l’opzione di segare la nave in tronconi. Che orrore. Spero davvero che questa soluzione venga scartata.
Interessante la proposta di una colletta nazionale. Si sarebbe dovuta organizzare per salvare l’Augustus, nave dal valore simbolico certamente superiore alla Costa Concordia.
Non tutti danno alle navi lo stesso valore sentimentale che alcuni di noi provano. Alla fine verrà pertanto adottata soltanto la soluzione economicamente più vantaggiosa. Mi auguro che sia anche quella meno dolorosa per noi.
gennaio 17th, 2012 at 16:25
salve a tutti io sono calogero il mio parere e riparare urgentemente la nave fare venire gli olandesi subito senza aspettare costi e ripenzamenti di demolirla e restaurarla subito salvare le vite speriamo ancora ma la nave e recuperabbile nulla e impossibile se si danno da fare su rimbokkiamoci le maniche e coraggio avanti tutta la concordia si rialzaaaaaaaaaaaaaaaa
gennaio 17th, 2012 at 16:38
Per il recupero trovo difficile il sistema olandese,mentre trovo piu’ facile cementare con additivi chimici della Mapei la falla visibile ma senza turbine di pompaggio il lavoro di svuotamento è lungo e per raddrizzarla si bilanciano rimorchiatori e cavi come si faceva una volta nel varo tipo francese o adagiato di cui conservo le stampe.Su pc devo inserire i dati di stazza con peso e controbilanciare con forze e pesi per via matematica.Ci vogliono rimorchiatori di potenza,gru di Neri-Livorno e turbine pumped up ma la soluzione è piu’ matematica e di vecchia marineria in sinergia.Sono a disposizione come ex capitano di mare che conosce le turbine ed un po’ di matematica.
gennaio 20th, 2012 at 18:36
è da anni che volevo andare in crociera proprio con la concordia…spero con tutto il cuore che la riparino e torni a navigare….pagherai anke un supplemento sul biglietto per la riparazione….se la sistemano faccio subito biglietto …dai costa fateci vedere la concordia di nuovo in mare!
FORZA CONCORDIA
gennaio 25th, 2012 at 17:30
Ho lavorato per anni nel campo marittimo e ho contribuito in sardegna al recupero di una nave italiana gravemente danneggiata da uno speronamento con altra nave. La nave si era inclinata moltissimo ed aveva imbarcato migliaia di tonnellate d’acqua. Il recupero è stato possibile grazie all’intervento di personale esperto che ha effettuato saldature subaquee allo scopo di consentire la sistemazione di una rete di acciaio sulla falla situata in gran parte sotto la linea di galleggiamento. Successivamente è stato possibile fare una colata di una sorta di cemento/resina particolare sulla rete. In seguito è stata pompata acqua dai compartimenti allagati. Una volta raddrizzata l’unità, dall’interno sono state saldate delle lamiere (ma è possibile faro anche dall’esterno) e poi è stata rimorchiata in cantiere. L’unità è ancora in servizio. Nel caso della Concordia l’operazione è molto più complessa ma possibile … ritengo che come al solito si stia operando senza troppa coordinazione, con molta approssimazione e lentezza aprendo troppe e inutili falle che complicano il recupero sia del carburante che della nave che da subito doveva essere ancorata a dei piloni piazzati a poppa della nave più tempo trascorre e peggio è … auguri Concordia!
gennaio 25th, 2012 at 17:57
Caro Giuseppe,mi dai ragione sul sistema cemento-rete di carbonio e per me le saldature non sono vitali ma dovrei parlare con Fincantieri e qui Bono non vuole.Per 1/3 del costo olandese si puo’ fare,ma l’imponente massa d’acqua si leva solo con turbine moderne e non pompe.Ma vallo a spiegare a chi non sa cosa sono le turbine pumped che poi potrebbere rimanere sull’Isola del Giglio a far energia e tanta da costa W a E ma bisogna fare un invaso da 2 km.2 almeno che darebbe sui 2 GW sufficienti al Giglio.
febbraio 3rd, 2012 at 04:02
a quanto pare tutte le speranze di salvarla sono ormai vane….ieri la conferma che non tornerà piu a navigare…..la speranza è solo che possa essere per lo meno ceduta a qualche altra compagnia……non posso pensare che la demoliranno
febbraio 4th, 2012 at 14:49
Mentre non sono ancora chiare le procedure e la tempistica per il recupero, Costa Concordia sta assumendo sempre più le sembianze di un relitto.
Le ultime fotografie della povera Costa Concordia rivelano che il magrodome sia del lido centrale che di poppa stanno cedendo.
Questo solo tre settimane dopo l’incidente. Per il recupero della nave si parla di una tempistica stimata in dieci mesi. Costa Concordia riuscirà a resistere per tutto questo tempo alla furia del mare? Sappiamo poi che la nave si trova adagiata su un fondale antistante un dirupo che raggiunge una profondità variabile tra i 50 e i 90 metri. Se la nave dovesse scivolare dalla sua attuale sede il recupero sarà più complicato e potrebbero aggiungersi nuovi danni strutturali. Bisogna quindi fare in fretta, attraverso un’operazione di recupero estremamente curata.
Purtroppo i lavori non potranno cominciare nell’immediato. In fondo è comprensibile, parliamo di rimettere in assetto una nave di 290 metri, non un modellino.
Resto in trepidante attesa di conoscere i dettagli di questa complessa operazione.
Abbiamo la conferma ufficiale di Foschi che la nave ha terminato la sua breve carriera in Costa Crociere. Quale sarà allora il futuro di Costa Concordia?
Già ora l’acqua marina ha fatto moltissimi danni. La maggior parte di tutti i complessi impianti e degli eleganti arredi saranno irrecuperabili, pertanto la rimessa in esercizio della nave potrebbe avere un costo talmente elevato da farne decadere la convenienza.
Addentrandomi, per quanto mi è possibile, nella materia riguardante gli aspetti assicurativi, il caso della Costa Concordia dovrebbe essere pienamente configurabile come “constructive total loss”. A questo punto, la proprietà del relitto potrebbe trasferirsi agli assicuratori, i quali avrebbero quindi il potere di deciderne la sorte.
Tecnicamente Costa Concordia potrebbe anche riprendere a solcare i mari. Ovviamente con un nome diverso e una compagnia diversa da Costa Crociere.
Restano però le incognite di quanto ammonterebbe l’importo per la sua rimessa in esercizio e chi potrebbe assumersene i costi.
febbraio 4th, 2012 at 15:39
Dire che la Costa Concordia non si puo’ raddizzare è un insulto alla marineria italiana perchè non abbiamo bisogno di olandesi ma di cervello marinaresco italiano e non essere dei vigliacchi alla schettino che scappano o che la demoliscano a pezzi perchè sarebbe la 2° codardia.Le tecniche sono già state da me indicate e mi assumerei volentieri la responsabilità del team ad un costo 1/3 dell’olandese.Come si fa a raddrizzarla:
1.si mette sulle falle una rete di grafite Mapei dopo si butta cemento particolare con additttivi chimici studiato con Mapei 2.si levano le 120.000 t.d’acqua all’interno con 4-6 turbine di pompaggio da richiedere all’estero 3.si mettono i dati di costruzione Fincantieri su pc e si vede come si leva l’acqua ed il livello progressivo in diminuzione ma lasciando un po’ d’acqua sotto il ponte 0 ed in sentina 4.poi si usano cavi sintetici per traino laterale con rimorchiatori potenti,gru di Neri e leve a terra per progressivo raddrizzamento in base a spostamenti acqua e loro livello 5.poi si traina via a Genova o Palermo ma si puo’ anche portare a Monfalcone trainata da 4 rimorchiatori,2 a prua e 2 a lato per eventuali manovre in base al vento 6.tempi:un mese e mezzo di duro lavoro,altro che 9 mesi 7.nel caso la Costa non volesse recuperarla lo fa lo Stato che la mette a Civitavecchia come albergo galleggiante e le spese le paga la Costa per rimborso danni.
8.le turbine pumped rimangono sul Giglio a far energia dal mare come compensazione danni ma bisogna scavare un laghetto sull’isola per stoccare l’acqua che transita da costa a costa producendo energia hydro pompaggio modulare o marine phs.
cap dr pier luigi caffese caffit@alice.it milano 3.2.12.
febbraio 4th, 2012 at 15:41
Ti ringrazio per il commento … certo intendevo appunto le turbine, comunque si potrebbe valutare anche l’uso sinergico di potenti rimorchiatori d’altura e argani da posizionare su piloni autocostruiti … saluti Giuseppe
febbraio 4th, 2012 at 15:47
Grazie Mille Davide per i tuoi commenti sempre molto puntuali e ricchi di spunto. Precisiamo e confermiamo che ad oggi la nave é ancora di proprietà di Costa Crociere.
febbraio 4th, 2012 at 16:51
Il Governo deve instaurare una trattativa seria con Costa Crociere e se non leva il relitto,lo faccia lo Stato addebitando tutti i costi a Carnival con diritto di prelazione su incassi assicurativi.Poi si raddrizzi ma da domani, chiudendo le falle con cemento e rete grafite,mettendo le turbine apposite a pompare l’acqua dalla nave.Le pompe navali sono insufficienti e troppo lunghe.Poi si raddrizza lasciando dell’acqua in basso e sentina per equilibrare.Il sistema olandese dei martinetti è lungo e va bene per fondi sabbiosi o fangosi,mentre su scogli è preferibile la leva con dosaggio acqua.Raddrizzata la Concordia il Governo si accorda con Fincantieri per rimetterla a posto e ci sono 2 opzioni:1°diventa un albergo galleggiante a Fiumicino porto oppure lo Stato la concede ad Aponte che la mette sulla linea fissa Civitavecchia-Cagliari con propulsione ibrida elettrica-gas,cosi’ risolviamo il problema di congestione con la Sardegna.Le auto non vanno sulla nave ribattezzata Fenice italia ma su una nave staffetta ro-ro per auto-tir di supporto ed esistono navi per oltre 2000 auto-tir.Ma ci vuole chi decide e non dilazioni le soluzioni.Poi vieterei ai catastrofisti televisivi di dire frignacce perchè un cattivo depuratore di città costiere inquina 10 volte piu’ della Costa Concordia e la priorità deve essere di raddrizzarla e cosi’ troviamo i cadaveri dei dispersi.
Gabrielli convochi con urgenza un team navale mettendo capitani ed ingegneri fincantieri a decidere:io sono pronto.Gabrielli senta il Governo,poi decida ma la Costa non si metta di mezzo,deve solo pagare perchè quel comandante vigliacco la rappresentava nel male e perchè chi doveva decidere in Compagnia non era all’altezza del compito perchè quando al telefono dissero che i locali erano allagati e che la nave non manovrava,anche il piu’
inefficiente dei ship risk manager del mondo avrebbe chiamato la capitaneria per sos.Se Lei legge le procedure Cruiser ship è scritto molto bene.
N.B.Anni fa si turavano le falle con lamiere ma è lungo e si puo’ fare in porto o bacino,oggi è preferibile la rete grafite di supporto e cementi a presa rapida con polimeri chimici che la Mapei conosce bene.Per le falle in alto bastano supporti tradizionali in legno e plastica e dimenticavo che mentre si raddrizza,vanno segate le catene ancore inutili
febbraio 4th, 2012 at 16:53
La nave passa di proprietà allo Stato perchè dopo l’abbandono sono saliti a bordo forze pubbliche e se la Costa rifiuta il raddrizzamento data che la colpa è sua, perchè il comandante la rappresenta formalmente, semmai l’errore colposo del comandante sarà punito penalmente ma i danni li paga sempre l’armatore che li provoca(vedi Exxon-Valdez).Non è piu’ la Costa che deve decidere ma lo Stato che ha inviato a bordo suoi uomini ed ha diritto al relitto ed ogni bene a bordo,incluso l’oro giacente in cassaforte.Difatti lo Stato ha il diritto di farsi pagare ogni spesa,incluso il ripristino sia come nave passeggeri che albergo galleggiante.Se la nave fosse entrata nel porto e si fosse arenata era di proprietà della Costa,ma la nave dopo l’urto è andata in abbrivio e nessuna manovra è stata tentata perchè le ancore sono state calate all’ultimo.Dal momento che il comandate è sceso la Costa ha perso la nave e dato che un uomo della capitaneria era a bordo,appartiene formalmente allo Stato.Se si trovasse ancora un disperso vivo, formalmente la nave è di quest’ultimo.Se salgo a bordo per raddrizzarla a nome dello Stato,la nave è dello Stato ma se mi paga Costa la nave è di Costa con la mia salita a bordo.
febbraio 4th, 2012 at 16:56
Una Bellissima e ottimamente approfondita discussione. Grazie mille per condividere le vostre esperienze e conoscenze con noi.
Le abbiamo inviato una Mail. In caso non l´avesse ricevuta, controlli nel nel filtro Spam.
La Redazione
febbraio 5th, 2012 at 12:31
Concordo con chi è orgologlioso dei figli di Archimede.Leonardo,Marconi.. devo indicare che il peso della nave e dell’acqua è di circa 300.000 Ton. L’unica idea fattibile per recupero (tre ore di diretta nel mondo dopo la preparazione) sinteticamnte si basa sulla sostituzione dell’acqua all’interno con inerti leggeri e palloni sgonfi.
Dopo avere messo in serie i palloni sgonfi da parte dei sub si comincia a gonfiarli 40.000/80.000 mc cominciando da quelli lato “(costa) congiuntamente tirare con cavi passanti sulla nave gemella e/o di pari altezza circa 60 mt per avere una leva lunga 80 90 metri..fulcro sul fondale per cui i rimorchiatori posti avanti la “gemella ed in sicurezza moltiplicano per tale valore i Nw…ingargeom@libero.it
febbraio 5th, 2012 at 21:25
Ho letto l’idea di portarla su con i palloncini gomfiabili ma per sostiturli all’acqua all’interno bisogna sempre turare le falle e svuotare dall’acqua la Concordia ed allora perchè fare il doppio passaggio con i palloncini?300.000 t.di peso mi sembrano tante, ma svuotata la Concordia dall’acqua non è il problema del peso ma quello di raddrizzarla per leva.Il problema piu’ lungo è lo svuotamento che alcuni vogliono con pompe ed i tempi diventano troppo lunghi,altri come me con turbine pumped che hanno un pompaggio nettamente superiore.I palloncini gomfiabili si usano per aerei o piccoli natanti ma sarei scettico per una nave di 120.000 t.di stazza ma ritorno all’inizio le falle si turano in fretta con il cemento tenuto o da grate di acciaio o da carbonio rete che vendono a rotoli.Mi sembra molto piu’ rapido e meno costoso il sistema cemento + rete carbonio.Ma faccio un Appello al Governo:il Governo deve decidere perchè la nave oggi è sua e non della Costa per abbandono nave e non presidio di personale delegato Costa.Poichè è salita la Guardia Costiera oggi la nave è dello Stato che la presidia e Costa come nella sentenza Exxon-Valdez deve pagare sino all’ultimo euro di spese perchè responsabile ai sensi del codice n,poi puo’ fare azione di responsabiltà contro Schettino ed il suo Risk manager ma lo stato i soldi li prende dalla Costa o con prelazione dagli assicuratori che devono risarcire passeggeri e danni provocati.
febbraio 6th, 2012 at 16:29
la notizia è Copia lettera inviata con posta Pec.
Egr. Capo Dipartimento, dott. Gabrielli: mi pregio inviarle bozza in pdf e
alcune foto per dimostrarle “pure in presenza ” di 300.000. Ton. come si riesce
a recuperare la Concordia nello stesso tempo che necessita per togliere il
carburante . Prel.te il sottoscritto è stato il Dir. Tec per il recupero di un
edificio incendio “piazza Cascino” Palermo in stretta coll.ne con Prot. civile(
1999) e sono figlio di marinaio che si salvò dall’aff.to del sommergibile AMBA
ALANGI /guerra mondiale) sinteticamente : a) inserire palloni sgonfi (sub)e
inerti all’interno dello scafo /pompe)e principalmente all’interno delle
paratie stagno (per errore aperte) e per circa 80 100.000 mc …b) i palloni da
gonfiare consentendo l’ uscita dell’acqua dallo squarcio e dai laterali su cui
apposte reti per impedire l’uscita degli inerti aventi funzione di posizionarsi
in alto a prot.ne dei palloni. muniti di valvola autonoma e collegati in serie
alla tubazione inserita dalla coperta (tubi Pn 10 in pvc); c) cominciando dal
lato costa ..si immette aria raggiunta la quantita… “si tira” facendo passare
i n cavi sulla coperta di nave gemella e/ similare in maniera d’avere una leva
con h 60 più la parte immersa dove è il fulcro e per cui i Nw (rimorchiatori) x
circa 80 volte.. e il resto in diretta mondiale la falla deve rimanere aperta
per consentire l’uscita dell’acqua. sostituita dagli inerti e palloni E
importante recuperare il max dalle paratie stagno( pari al peso dello scafo).
Disponibile a Vs richiesta a fornire ulteriori appr.ti e il plauso di amici
Tecnici. La presente indirizzata “solamente per la memoria di Papà e senza
speculazione. Con osservanza ; Arch e Geom. Ingargiola tel. XXX
nb per il Cap Dr Pier Luigi Caffese che ringrazio..Cioe: i palloni
mediamente di circa 10 mc l’uno , sono piazzati sgonfi all’interno, piazzati in
serie e quando si comincia dal lato costa a immettere aria ..l’acqua deve
uscire: dagli squarci. 300.000 ton sono circa ml 300 x la sezione media
“immersa” della nave b 35 x 60 x 0,50 piu lo scafo. per cui è primario
svuotare le “camere stagno” riempendole con aria ed inerti. per consentire il
galleggiamento La chiusura della falla è l’ultima cosa da fare e segue.
febbraio 8th, 2012 at 09:55
Sono 2 tecniche molto diverse perchè la mia prima tura le falle con cemento e grafite,poi leva l’acqua .Il costo dell’intervento cemento diciamo è di 100.000 prendendo le turbine in affitto e non acquistandole.Non saprei quantificare il costo del sistema palloncini perchè non so quanto costano palloncini-gas e sub che li mettono ma la Marina Usa che usava questi sistemi puo’ darne i costi che per me a spanne sono il triplo del mio sistema.
febbraio 8th, 2012 at 12:04
Egr. Cap.Dr Luigi e altri amici.. il problema non è la falla in quanto la stessa anche riparata non concente l’uso delle pompe. Immagini che attualmente la nave è una spugna a quota mare.. non è possibile svuotare l’acqua (dovremmo abbassare il mare!!!!)in quanto entra dal resto. Aiutatemi a scoprire le dimensioni delle “camere stagno” e perchè erano aperte. sostengo che l’unica maniera è la sostituzione dell’acqua con aria compressa non gas..
febbraio 8th, 2012 at 14:57
Chi ha risposto al mio sistema di raddrizzamento non ha capito che non si usano ne le pompe della nave perchè inservibili,ne pompe esterne perchè troppo lunghe ma turbine di pompaggio,una volta cementate le falle.Lei vuole sostituire l’acqua interna con aria pompata ma ha calcolato quanto costa e quanto tempo?Questa sistema è piu’ caro e lungo dei martinetti olandesi mentre il mio sistema costa 1/3 dell’olandese ma in Italia parlare di turbine di pompaggio è peggio che schettinarsi,voce del verbo prender scogli o in genovese piggia scoeggi, invitando in plancia l’uomo che faceva loro ostriche con champagne pagato dalla munifica Costa che non le pagherà la sua costosa aria perchè vada per le bollicine ma le bollone proprio no.Ne è gia’ bastata una.
cap dr pier luigi caffese caffit@alice.it milano 8.2.12.
febbraio 8th, 2012 at 22:41
chi ha risposto,.. ha capito che il Dr Cap.Pier Luigi non ha capito che il pompaggio non può eseguirsi. E’ troppo semplice non capire che per pompare anche con turbine di pompaggio.. è uno schettinatura. cioè ….. la nave è come un “cesto di vinimi immerso.. e non vorrei perderVi altro tempo. . Non sò se è stato visto il disegno e parziali “calcoli ” certi inviati a Prot. Civile e a ditta italiana (tra le 10 invitate). Per cui conoscere per “bollonare” Potete chiedere il disegno a ingargeom@libero it e/o alla redazione che gentilmente ospita queste Ns opinioni che consentono di migliorare le Idee . grazie per l’ospitalità
febbraio 9th, 2012 at 08:08
Scusate se mi inserisco. Vedo qui gente molto più esperta di me e mi vergogno un po a fare questa domanda ma mi chiedevo cosa ne pensate su quanto e stato detto sui tempi di recupero? 10 mesi secondo voi sono un periodo ragionevole? E soprattutto ponendo che il recupero vada a buon fine e ipotizzabile che la nave venga ceduta e restaurata da qualche altra compagnia?
febbraio 9th, 2012 at 15:35
La nave oggi è dello Stato e Lui deve decidere addebitando ogni costo a Costa.10 mesi per raddrizzarla sono un tempo irragionevole se si usano sistemi di marineria integrati con turbine e cemento.10 mesi sono pochi se si raddrizza la nave a parole,cosa di cui molti italiani, che spesso vanno a blaterare in tv,sono maestri.Dopo ci sono i tempi delle bollone.
cap pier luigi caffese caffit@alice.it Mi 9.2.12.
febbraio 9th, 2012 at 15:36
Ognuno è libero di metter bollone al posto dell’acqua e considerare la Concordia una cesta di vimini non fa onore a Fincantieri che l’ha costruita bene, e solo un pazzo poteva scogliarla.Ma si vede che Lei in vita sua da bravo nocchiero non ha mai preso uno scoglio mentre noi li abbiamo presi in barca e nella vita.L’unica soluzione è tamponare le falle,si faceva con navi in legno,si fa oggi con natanti di plastica(icosidetti bidet),si fa con scafi in ferro o aluminio.Mettere le bollone per tirar su navi è influenzato da un film americano dove tirano su arei ma le navi si raddrizzano per fisica e nelle bollone c’è una fisica da bollicine ma non da arte navale.Lasci stare le bollone e si concentri sulle falle da tamponare e l’acqua da levare.Il resto è utopia.Un mio amico sardo mi diceva di mettere del sughero sardo nella nave e per incanto veniva su,poi l’acqua si levava per gravità…meglio il sughero che le bollone.
cap pier luigi caffese caffit@alice.it mi 9.2.12.
febbraio 9th, 2012 at 19:00
L’amico suo sardo ha ragione e la invito a non indicare cose non dette. La Concordia è un “fiore per la cantieristica Italiana”. Oggi è come “un cesto di vinimi cioè bucato ” e pqm non è recuperabile con le pompe ; Le Ho spiegato che il volume “impregnato” d’acqua all’interno “deve essere sostituito da inerti ..polistirolo, argilla, sughero e “Bollone” con caratteristiche di res.za a 3, 5 atm. In fisica esistono le leve e le forze dei rimorchiatori a sostegno, stante la soluzione che invito a vedere, espresse in”Nw” sono proporzionali all’altezza della nave gemella e/o similare. Le bollicine le lascio a chi ha preso gli scogli, che, sicuro non sono nocchieri.(papà lo era sul sottomarino AMBA ALANGI e si salvò dall’affondamento(guerra I) grazie per l’ospitalità.
febbraio 9th, 2012 at 20:46
Non ho gli schemi della nave davanti e non so darle cifre precise che dovrebbe darmi Fincantieri Ancona dove la costruirono.
Per me il peso non conta perchè levo l’acqua,per Lei si somma ma non dovrebbe essere di 300.000 t perchè si sommano 90.000
e 120.000 t.x 98,8 (1,2 che è il parametro medio di densita’ del mare) cioe’ 118.560+90.000 di peso=totale 208.560 t.
Lo squarcio è meno di 70 m,sarà ad occhio 45 m ed è verso poppa e questo è stato il motivo dell’affondamento rapido e dei morti a poppa dove un ufficiale anche mediocre doveva dire di non andare assolutamente data l’inclinazione per l’acqua che imbarcava.Certo che le paratie erano aperte perchè le navi crociera devono stare molto attente a chiuderle e dato l’ordine non è cosi semplice chiuderle in fretta perchè non siamo su u-boot.Da quel che so dopo pochi minuti 5 erano i comparti stagni allagati e un comandante normale avrebbe chiamato subito sos con intervento di rimorchio verso il porto dove la nave si insabbiava aiutando la manovra con l’ancora ma prima del porto e non dopo.La Costa ha tutte le proposte sue e mie ma vedo che va su ditte specializzate che usano sistemi martinetti o equivalenti.Auguri!
cap dr pier luigi caffese caffit@alice.it Mi 9.2.12.
aprile 8th, 2012 at 12:20
spero tanto che la nave concordia torni a navigare era un grande simbolo italiano la piu grande delle navi costa facci sognare ancora
aprile 8th, 2012 at 14:58
Ho indicato piu’ volte come si raddrizza la Concordia con cavi che passano sotto la nave e fanno leva sulle putrelle a terra ed i rimorchiatori servono per bilanciare.Ma il vero problema è chiudere in fretta la falla che si fa con cemento e grata carbonio Mapei e di saper levare l’acqua in fretta.Qui appare l’ignoranza italiana sulle turbine di pompaggio essenziali per questa operazione perchè le pompe sono lente e bisogna levare sulle 110.000 t.d’acqua.Cara Capitaneria di Livoerno e Ministero Ambiente:le tecniche ci sono ma la burocrazia vince sulla tecnica marinara ed aspettiamo gli olandesi per il miracolo.Levo la nave entro l’estate se mi lasciassero fare ma con gli appalti si muore.Pero’ non chiamate Belsito che era interessato perchè la raddrizzava con i suoi africani a mano.
aprile 8th, 2012 at 18:24
I miei giudizi sugli ufficiali di bordo della Concordia sono stati sprezzanti perche’ loro ,non io, hanno fatto morire 27 persone per incapacità a gestire emergenze e sono da appaiare a Belsito che come Vicepresidente Fincantieri la usava come un bancomat,fregandosene dei lavoratori senza lavoro, ed in alcuni casi suicidi.Poi sul raddrizzamento ognuno ha presentato il progetto a Costa e Capitaneria Livorno ma i decisori sono loro ,non io.Purchè facciano presto e non si spendano soldi per niente.Non ho fatto un progetto per il mio interesse ma solo per la memoria di 27 vittime e come capitano ho il diritto di dare le colpe per cattiva gestione dell’emergenza come ho chiesto la destituzione del Preside del Nautico dove studio’ Schettino, che lo difendeva invece di condannarlo.Le condanne le danno i giudici ma quelle morali le danno gli uomini e non mi tirero’ mai indietro perchè a differenza di altri non sono un codardo.
Raddrizzamento Costa Concordia entro l’estate.
Miglioro le proposte inoltrate ufficialmente anche alla Capitaneria di Livorno, perchè mi permettono di perfezionare il mio piano anche se la Costa vuole il piano olandese dei martinetti ma non si hanno precise informazioni sul fondale irregolare di scogli e della profondità in gioco perchè qualche cosa non torna sul fondale di 37 m.
1.bisogna pulire la falla da scogli e rattoppare le falle con rete carbonio e cemento Mapei ma bisogna avere i disegni dei progettisti Fincantieri e mi vergogno che Fincantieri,forse distratta dai Belsito coperti dai Bono,non abbia messo un ingegnere a disposizione gia’ il giorno dopo la tragedia.Se Fincantieri progettasse con il mio sistema di energie rinnovabili abbinate alle turbine gas la tragedia non avveniva perchè la propulsione rimaneva con pompaggio acqua,chiusura porte stagne e si poteva portare nel porto per adagiarla sul fondale meno pericoloso.
2.oggi per raddrizzarla ci vogliono molti cavi sintetici o sisal-canapa, non di acciaio(rovinerebbero lo scafo) da tirare sotto la chiglia nave con i miei amici incursori di marina
3.bisogna assicurare i cavi di traino nave ai settori piu’ resistenti che normalmente sono l’occhiello di discesa delle ancore,le ancore stesse e l’albero motore(consiglio di sentire gli ingegneri di Fincantieri ma non Bono che non ci capisce niente)
4.turate le falle,si passa all’estrazione acqua con turbine pumped,almeno 4-6 per abbreviare i tempi perche le pompe sono troppo lunghe
5.consiglio alla Capitaneria di Livorno di far mettere dall’accademia di Liverno,i dati sul computer per vedere la diminuzione acqua ed il traino a leva con rimorchiatori e pali di acciaio infissi a terra
6.i pali infissi a terra sul Giglio per 20 m sono vitali perchè lo sforzo maggiore lo sostengono loro,mentre i rimorchiatori bilanciano la nave
7.data la mia esperienza in turbine pumped, chiedo al fornitore prescelto i dati di pompaggio per levare 110.000 t.d’acqua in modo da calcolare quante turbine servono in quanto tempo.Potremmo diminuire il ripompaggio acqua,immettendo aria in locali chiusi ma abbiamo un costo supplementare per l’aria ed i sub che devono fissarli(operazione complicata e da considerare insicura).Feci anche notare che quando i sub metteranno i cavi sotto verso poppa troveranno dei cadaveri andati sotto poppa e per risucchio e non mi capacito dell’imbecillità dell’ultimo ufficiale di ordinare di non andare ai posti di raccolta di poppa che era la prima ad inabissarsi e per questo chiedo che tutti siano giudicati per incompetenza e prematuro abbandono nave ma ora sembra abbiano trovato i corpi.
8.il sistema chiamiamolo italiano-svizzero costa un po’ di cavi ma nel complesso costa 1/3 dell’olandese e dato che siamo seri ci assumiamo anche l’onere della prova comandando il team.Questa scelta compete alla Capitaneria perchè la nave è dello Stato per l’abbandono del comandante che scrivo con la minuscola data la codardia,ma Costa deve pagare tutto,anche noi.
Cordiali saluti.cap dr pier luigi caffese caffit@alice.it milano 8.4.12.
aprile 10th, 2012 at 15:17
egr. cap.dr.Caffese A me personalmente ha risposto la Presidenza del Consiglio -dip-Prot. Civile e qualche “impresa italiana” Le ho spiegato e forse non sono stato “chiaro”che non “puo svuotare con le pompe “il mare” in quanto la nave è su tanti punti aperta..e non solo nella falla a vista e in più i cavi e i “pali” e rimorchiatori non potranno mai sollevare le oltre 400.000 ton. tra acqua e scafo… Riveda i suoi calcoli ed i suoi principi sugli africani (Archimede) e mi auguro che la sua esperienza sulle turbine la possa impegnare in altri incarichi e non per comandare il team per il recupero Concorda: Noi tecnici non abbiamo l’onere della prova ma dei numeri; Potete chiedere il disegno a ingargeom@libero it e/o alla redazione che gentilmente ospita queste Ns opinioni che
aprile 10th, 2012 at 16:27
Farmi dare dell’ignorante di marina da chi conosce poco la marineria e sbaglia i calcoli dimostra solo che gli epigoni di Schettino,libero di pasqualarsi perchè è scioccato, sono troppi in Italia.Ma rispondiamo tecnicamente:
1.è impossibile che la nave pesi 400.000 t.per me siamo intorno a 110.000 cioe’ 1/4 di quello che dicono i critici
2.la falle non sono tante ma sostanzialmente una grande(riparabile bene, levando lo scoglio inserito)e poi dovremmo avere le paratie chiuse anche se sono state forzate dai sub ma si possono turare facilmente.Se non ha chiuso tutte le paratie come da norme, si dimostra che Schettino non è un comandante, ma un cruiser lover.
3.non si svuota con le pompe la nave ma con turbine e la differenza temporale è enorme
4.questo raddrizzamento via putrelle a terra infisse, avviene insieme allo svuotamento e non sollevamento che è piu’ facile se la paratie stagne tengono.I rimorchiatori in mare bilanciano la leva ma non sollevano niente perchè si solleva da sola ruotando, perchè la rotazione è guidata da noi via putrelle a terra che sono fondamentali ed infisse per 15-20m
5.i critici non hanno capito niente del mio progetto perchè non sollevo per niente la nave ma la raddrizzo e man mano che tolgo l’acqua vedo se ci sono altre falle che tampono dall’interno ed i cavi non d’acciaio,passano con difficoltà sotto lo scafo per accompagnare l’effetto leva che un buon fisico dell’Un.di Pisa confermerà alla Cap di Livorno o da un Prof dell’Accademia di Livorno.
6.I miei critici vogliono immettere l’aria ma allora invitano gli indiani a romperla a pezzi,cosa che fanno nel Bangladesc
7.a Lavagna facevamo navi in cemento, che si riparavano con toppe di cemento ma oggi abbiamo la rete di grafite come acciaio e poi si varavano le navi per obliquo, e non per gravità dati i fondali, e si usavano le leve che ho indicato.Oggi usiamo i bacini ma a Genova sono piccoli.
8.i miei costi sono inferiori a tutti perchè parlo di 30-40 milioni e la nave si recupera mentre con altri sistemi si spezza in tronconi.Se si applicassero i martinetti olandesi il costa salta su sui 100 milioni.
aprile 10th, 2012 at 17:43
Lei si è riconosciuto “ignorante” ed a questo punto mi invita a dimostrarlo
a) i miei calcoli sono esatti e nell’ambito delle tolleranze +- 15% per approssimazione non avendo rilievi esatti; la invito a rivedere il calcolo della STL; b)i tecnici quali il sottoscritto non dicono “é impossibile che..” lo dimostrano con numeri. c) le paratie erano certamente aperte..”e dato l’ordine non è cosi semplice chiuderle in fretta perchè non siamo su u-boot” d) qualora lo fossero state la nave non affondava e ne sarebbero bastate solo due;d) Lei non raddrizza nulla ..Anche a voler pensare..” la raddrizzo e man mano che tolgo l’acqua” la nave si mette sul fianco. e non penso che il fisico di Pisa o di Livorno l’hanno confortata …nei numeri e)osservo che Lei e/o i suoi Prof. hanno dimenticato che per “addrizzare necessita spostare il baricentro della massa” Non voglio perdere tempo nella barzeletta delle putrelle a mare infisse ..oltre la mia “elementare” ma reale battuta della “cesta di vinimi” adesso abbiamo l’amaca di fili di sisal con appoggio sulle putrelle lato costa e l’altro lato a livello del mare sui rimorchiatori” e cosi distesa la nave rimane. con simpatia Le ricordo che a nel grave “errore commesso dal’uomo” solo un bravo ” COMANDANTE” ha evitato una disgrazia ancora più grande.Non si gira una nave di 300 mt in una sola manovra.. anche se la morte di uno solo lo condanna. E sia sereno che la nave viene recuperata intera, senza azioni irreversibili all’ambiente e con le mie “palle” atte a spostare il baricentro. La inviterò alla diretta in TV ….con NERI. Una soluzione non è ancorata ai SE” Lei non ha risposto Tecnicamente e si tenga le Critiche