MARTINOLI E LA SUA NUOVA VESTE IN GRANDI NAVI VELOCI!

da Redazione | Scritto martedì, settembre 28th, 2010

Roberto Martinoli GNV 232x300 MARTINOLI E LA SUA NUOVA VESTE IN GRANDI NAVI VELOCI!

Riportiamo la prima intervista di Roberto Martinoli da quando è rientrato a Genova per occuparsi di Grand Navi Veloci! (leggi le precedenti interviste).

Il mondo dello shipping non è facile. Un’industria fredda, a volte cinica. La gestione della logistica richiede sangue freddo, capacità di calcolo. Nel settore, diventare un top manager è l’ambizione di moltissimi e il risultato di pochi. Riuscire a diventare uno dei più quotati al mondo, è praticamente impossibile. I nomi si contano su una mano. E uno di questi, è Roberto Martinoli. Vice-presidente di Costa Crociere nel primo periodo del passaggio sotto la gestione americana, poi vice-presidente esecutivo di Carnival, la compagnia crocieristica più grande del mondo. Negli ultimi tempi, ha riportato a camminare sulle sue gambe un altro colosso del settore, la Norwegian Cruise Line, che tutti davano per spacciata. In poco più di un anno. Per questo, quando quest’estate per i grattacieli di Miami ha cominciato a girare la voce che mister Martinoli lasciava il luccichio delle crociere per andare a guidare una compagnia di traghetti a Genova, nessuno ci credeva. Lui oggi fa spallucce, e conferma: «Ma guardi, non mi pare ci sia niente di strano – dice il manager intercettato all’assemblea dell’European Cruise Council di Bruxelles -. Da tempo volevo tornare a Genova, c’erano anche dei motivi affettivi. E poi, c’era la voglia di misurarmi con qualche cosa di nuovo».

Per questo ha accettato di diventare amministratore delegato di Gnv?
«Sì. Il mondo dei traghetti è molto difficile. Una concorrenza durissima. Non esiste pianificazione a lungo termine. Siamo in un momento con poco mercato, con le merci che non sembrano riprendersi. Una sfida eccezionale. Poi c’era anche un altro aspetto: con Ncl ho lavorato con un fondo di investimenti. E mi sono trovato molto bene. Anche Gnv è una società controllata da un fondo, e trovo stimolante poter lavorare ancora in questo tipo di gestione».

Eppure in molti hanno criticato l’ingresso dei fondi nel settore marittimo.
«Le dirò, io non sono tra quelli. L’armatore si affeziona all’impresa come se fosse una sua creatura. È normale. La gestione dei fondi forse è più razionale…».

Lei ritorna a Genova dopo più o meno una ventina d’anni. Come la trova?
«Beh, c’è poco da dire: sono partito che questa città toccava quasi il milione di abitanti. Oggi la popolazione si è quasi dimezzata. È un momento difficile. Ma c’è un porto che funziona bene. E spero che non vengano bloccati i progetti legati alla sua espansione – penso al Porto d’Africa di Voltri (leggi al riguardo) -. Bisogna concentrarsi su Genova come snodo di traffici, non c’è alternativa. Perché il porto è l’unica grande industria di questa città. Guardi, noi siamo la compagnia più grande, qui a Genova. Ogni anno mettiamo su questa città 250 milioni di euro, impieghiamo 210 persone malcontate. Abbiamo investito molto sulle nostre strutture, vorremmo un ritorno della stessa misura».

Ma Gnv anche un peso politico: controllate il 29% di Stazioni Marittime, avete in mano un pezzo di porto.
«Siamo interessati ad aumentare le quote, quando l’Autorità portuale – come ha annunciato – cederà il suo pacchetto azionario. Abbiamo il diritto di prelazione, e se Tirrenia fosse interessata a cedere anche la sua piccola quota, noi potremmo farci avanti».

A proposito di Tirrenia, come vede il futuro della compagnia di Stato?
«Non siamo della partita. Nessun interesse».

L’industria cantieristica è in grossa difficoltà. Ci sono armatori, come Grimaldi Napoli, che chiedono incentivi per demolire le navi più vecchie.
«Premesso che la flotta Gnv è piuttosto giovane – di ordini forse potremo parlarne il prossimo anno – credo che inevitabilmente si arriverà alla richiesta di nuove commesse: intanto perché sta per entrare in vigore lo Stockholm Agreement, che imporrà norme ambientali più severe. E poi perché effettivamente, nel settore de traghetti molte compagnie hanno flotte con un’età media elevata. Un ricambio è inevitabile».

Strategie per il futuro di Gnv?
«Eh no, questo non glielo dico… Mica possiamo scoprire le carte in questo modo. Iniziative ce ne saranno. Per ora, ci rafforziamo sul nostro business».

Alberto Quarati per shippingonline.ilsecoloxix.it
quarati@ilsecoloxix.it

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