ONORATO (MOBY): TIRRENIA NON LO RIFAREI!

Idee chiare, ma anche una punta di delusione. Vincenzo Onorato, ospite del neo-presidente Fiorenzo Milani al Propeller Club di Livorno, parla a cuore aperto della vicenda di Tirrenia: “La cordata di CIN (Compagnia Italiana di Navigazione) è stata soprattutto un gesto di cuore. Siamo tre napoletani e volevamo salvare un monumento della marineria italiana. Certo non ci aspettavamo di prenderci gli insulti; tornando indietro non lo rifarei”.
Poi il Presidente e maggior azionista di Moby, che insieme ad Aponte e Grimaldi è andato a rilevare l’ex colosso pubblico del trasporto marittimo, mette da parte il rammarico e spiega il perché di una scelta economica all’apparenza quasi fallimentare. “Tirrenia ha tante linee che sono in attivo e redditizie, si tratta di ottimizzare l’esistente ed eliminare il naviglio sorpassato: abbiamo già previsto di ritirare sei navi”.
In un incontro focalizzato soprattutto sui temi del trasporto locale (quello del nuovo acquisto di Moby, la Toremar), Onorato ha voluto ribadire comunque il quadro delle garanzie: “Si continua a dire in giro che ci saranno tagli e licenziamenti. Questo non è possibile: abbiamo un contratto di servizio che fissa l’organico, le rotte e persino le tariffe. Quel che casomai andremo a fare è una robusta ottimizzazione dei mezzi e delle risorse”.
Per chi ipotizza ancora disservizi su Tirrenia, l’armatore campano cita un dato molto significativo: “Esiste una clausola, messa nero su bianco, che prevede una multa di 10mila euro per ogni ora di ritardo non giustificato delle navi. Finora, con la gestione pubblica, non era stata applicata ma ora riprenderà vigore”.
Il numero uno di Moby non entra nel merito del ruolo europeo nella privatizzazione di Tirrenia, ma lascia comunque intendere che le regole valgono per tutti e che la scelta del governatore della Sardegna Cappellacci di attivare un collegamento alternativo potrebbe essere oggetto di un ricorso in sede sovranazionale. Il problema delle tariffe è da ricollegarsi – secondo Onorato – alla crescita spropositata del costo del bunker e in assenza di politiche di sostegno: “In Francia, ogni nave che tocca la Corsica prende dallo Stato 17 euro di incentivo a passeggero, in cambio del mantenimento di tariffe basse. È questa la via da seguire”. E se poi i passeggeri la scorsa estate sono calati vistosamente, non è solo colpa delle tariffe: “Il problema è che in giro ci sono meno soldi – sottolinea – e come la gente sta attenta alla spesa quotidiana, così fa in vacanza. Un dato per tutti: sulle nostre navi, da un anno all’altro, i consumi si sono dimezzati”.
Motivo per cui, alla domanda di Milani su un possibile interessamento nell’investire capitali in una banchina/terminal attrezzato per l’accoglienza turistica, Onorato si limita a rispondere un cortese “Magari”, da leggere come un ‘No, purtroppo’.
Stralci dell´Articolo di Ship2Shore.it
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