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TIRRENIA: NIENTE PIÙ ACCORDO CON CIN! – Alberto Quarati -

Scritto il 22 giugno 2011 da Redazione

Tirrenia Fallimento Vicino 300x225 TIRRENIA: NIENTE PIÙ ACCORDO CON CIN!   Alberto Quarati

La privatizzazione di Tirrenia torna in alto mare. Domani Ettore Morace, l’amministratore delegato di Cin, la Compagnia italiana di navigazione che deve rilevare la compagnia di Stato, avrebbe dovuto firmare l’accordo con il commissario straordinario Giancarlo D’Andrea che avrebbe consegnato definitivamente la flotta pubblica nelle mani degli armatori Aponte, Grimaldi e Onorato.

Invece, Morace ha chiesto altro tempo: e non per limare qualche dettaglio, ma per decidere se firmare oppure no. Mai come ora, Tirrenia è al bivio: privatizzazione o fallimento, anche perché il termine entro cui firmare è il 30 di giugno. Il problema, è che il giudizio dell’Antrust sui contributi pubblici a Tirrenia per i prossimi otto anni, che doveva arrivare in questi giorni, è stato rinviato all’Autorità garante europea, perché il valore delle tre imprese in cordata supera i 5 miliardi di euro. E i tempi si allungano, perché il pronunciamento non potrà arrivare prima di un mese, nella migliore delle ipotesi.

Difficile che i tre armatori napoletani versino la prima tranche da 200 milioni allo Stato rimanendo appesi a un verdetto dell’Ue.

Due: è ormai guerra con la Regione Sardegna, che non ha rinunciato a operare il suo servizio super-economico (ma solo per il periodo estivo) messo in piedi proprio dall’ente guidato da Ugo Cappellacci. Difficile quindi che si apra il compromesso con l’ingresso di Cagliari all’interno di Cin. Da Napoli comunque le voci sono quelle di un raffreddamento sull’intera questione, e la cordata sarebbe realmente intenzionata a lasciare la partita, pur rinunciando al fatturato della stagione estiva di Tirrenia. Fino a ieri sera, di fronte a questa situazione, il governo non aveva preso posizione: ad esempio, posticipando i termini della gara, prolungando il mandato di D’Andrea in scadenza.

L’intervento del governo è richiesto unitariamente i sindacati Fit, Filt e Uiltrasporti: «Da quando ha avviato la privatizzazione, il governo ha determinato solo confusione ed incertezza, non ultimo anche nella mancanza di attenzione alla questione delle tariffe. Anche l’iniziativa di messa in linea di un servizio aggiuntivo di collegamento con la Sardegna rischia di complicare ulteriormente la conclusione della vicenda». L’allarme è forte, ma si mantiene il punto sulla trattativa, perché fino a questo momento nessuna comunicazione ufficiale è stata inoltrata né da Cin, né da D’Andrea. Per i sindacati il punto di partenza è l’applicazione dell’articolo 2112 del codice civile – che prevede che in caso di trasferimento d’azienda, il rapporto di lavoro continua con il concessionario e il lavoratore conserva tutti i diritti che ne derivano – oltre all’estensione delle garanzie occupazionali per i 1.500 dipendenti per i prossimi cinque o sei anni – a fronte dei due proposti da Cin. A sostegno di questa posizione, e in difesa dei 60 lavoratori genovesi di Tirrenia, recentemente il responsabile del Pd Mario Tullo ha presentato un’ordine del giorno che impegna il governo a intervenire sulla situazione. Da notare intanto che il sindacato Federmar-Cisal ha ipotizzato l’acquisto della stessa compagnia di navigazione. «Un progetto sul quale stiamo andando avanti – spiega Alessandro Pico, della segreteria nazionale -. E che pensiamo sia percorribile con il coinvolgendo i lavoratori di terra e di mare attraverso il loro credito nei confronti di Tirrenia cioè Tfr, costo del lavoro e finanziamento bancario e privato».

di Alberto Quarati per shippingonline.ilsecoloxix.it

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1 Commenti per questo Articolo

  1. silvano Nessi Says:

    Nessuno vuole queste navi. Chiaro!

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