IL LATO BUIO DELLE CROCIERE! – MORTI, SUICIDI, SCOMPARSE.

Scritto il 01 dicembre 2011 da Redazione

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Articoli scritto e pubblicato per Ship2shore.it

“Era un uomo così gentile, un´inglese di 70 80 anni, viaggiava da solo” commenta una passeggera alla notizia che un uomo è stato ritrovato morto, suicidato, nella propria cabina. L´ultima volta l´aveva visto a Stavanger, dove la “Balmoral” della compagnia Fred-Olsen aveva fatto tappa il giorno prima. È il tredicesimo suicidio a bordo di una nave da crociera dall´inizio dell´anno (riportano i giornali inglesi).

Sempre più persone scelgono una Crociera per il loro ultimo viaggio e al di la della Manica è già nato l´appellativo “Crociera della Morte”. Secondo lo psicologo canadese Ross A. Klein sono state ben 159 le persone che hanno cercato di togliersi la vita gettandosi in mare. Solo 33 di queste sono state salvate. Al Seatrade di Amburgo, Insider delle compagnie di crociere, riferivano un numero ben maggiore di suicidi. Tutti numeri non verificabili perché ben celati dalle compagnie che temono un danno d´immagine.

Suicidi, incidenti, omicidi, tutto rimane nascosto, come il caso di Sabine L. sessantaduenne di Amburgo, scomparsa nel 2006 mentre era a bordo della “Queen Elizabeth 2” o del quarantenne passeggero di Costa Atlantica scomparso nello stesso anno tra le acque dell´Egeo.  Tra gli ultimi casi, la scomparsa della ventiquattrenne Rebecca Coriam, animatrice a bordo della “Disney Wonder”, sparita nel nulla mentre dal suo conto venivano, anche mesi dopo, prelevati contanti. Il tribunale delle Bahamas, dove è registrata la nave, non ha ritenuto necessario investigare sull´accaduto.

“Nel Business delle Crociere vi è un grosso problema di responsabilità, non appena qualcuno sale a bordo di una nave si trova in territorio internazionale sotto la giurisdizione e la polizia di un paese del terzo mondo, dove la nave è registrata” sostiene Kendall Carver membro e fondatore dell´ICV (International Cruise Victims Association). Dall´Agosto del 2004 Carver ricerca la verità sulla scomparsa di sua figlia Merrian, svanita nel nulla mentre si trovava a bordo di “Celebrity Mercury” (attuale “Mein Schiff 2”) in Alaska. “Lo Steward di Cabina informò quasi subito il suo superiore della scomparsa di mia figlia, ma gli venne ordinato di non pensarci e di continuare a fare il suo lavoro; non furono avvisate le autorità e nemmeno l´FBI, solo quando la nave arrivò in porto lo Steward avvisò la polizia” continua Carver. Il corpo non fu mai trovato e di conseguenza non fu mai dichiarata la morta di Merrian.

ICV conta nel frattempo membri da 20 diverse nazioni nel mondo e l´associazione, grazie anche all´apporto del Professore Klein è diventato un vero strumento di pressione dei governi tanto che il congresso americano ha iniziato ad indagare e a chiedere una maggiore chiarezza regolamentativa alle compagnie di Crociere. Nel 2010 il Presidente americano Barak Obama ha firmato il “Cruise Vessel Security and Safety Act” il cui impone alle compagnie, tra ´altro, di informare le autorità giudiziarie entro e non oltre quattro ore dalla scomparsa o dal delitto, indipendentemente da dove la nave si trovi o da dove sia registrata”. Tale atto vale “solo” per cittadini americani.

La nuova sfida dell´ICV è l´estensione dell´atto americano anche in Europa. Nei mesi scorsi ben 21 paesi europei, attraverso diverse associazioni no-profit, hanno aderito all´iniziativa dell´International Cruise Victim “Victim Support Europe”, tra questi non vi è l´Italia.

La madre di Rebecca Coriam ha dichiarato. “Le persone in crociera sono felici e rilassate, abbassano i propri livelli di controllo e di difesa, ma su una nave con tre, quattro mila persone non si può mai sapere che tipo di persone vi siano a bordo”.

Una situazione nebulosa che necessita al più presto una regolamentazione internazionale.

Le crociere non sono purtroppo solo paillettes.

prima pubblicazione 23/11/11

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