[17.01.2012] Ultime Notizie Costa Concordia
[16.01.2012 20:05]La nave si è incagliata sulla costa “da sola”
Dalle prime verifiche della guardia costiera dopo la collisione con lo scoglio e l’allagamento della sala macchine, non sarebbe stato possibile governare compiutamente la Concordia e compiere la manovra di emergenza di accostamento al porto: la nave sarebbe sbandata, andata come “in testacoda”. La conferma arriverebbe anche dalla velocità tenuta dalla nave e registrata sia dal Voyage Data Recorder, una delle “scatole nere” sia dall’Ais, il sistema di identificazione delle navi che ogni Capitaneria ha in sala operativa. La Concordia al momento dell’impatto (alle ore 21,45 e 5 secondi) viaggiava a 15 nodi e ha rallentato, sbandando e girando la prua verso sud, fino a 5 nodi delle 21,49, ai 4 delle 21,52,agli 0,7 (meno di 2 km all’ora) alle 22,14. La nave, sempre secondo i tracciati, si è fermata definitivamente dov’è ora circa mezz’ora più tardi. (il Tirreno)
[16.01.2012] Class Action Codacons
Sono già più di 70 i passeggeri della Costa Concordia che hanno aderito alla class action promossa dal Codacons. A renderlo noto è il presidente dell’associazione, Carlo Rienzi, che spiega: «il nostro obiettivo è quello di far ottenere a ciascun passeggero un indennizzo pari ad almeno 10mila euro, per i danni materiali subiti e per quelli morali, come il terrore patito, la vacanza rovinata e i gravi rischi corsi». Sul sitowww.codacons.it – attraverso il quale vengono raccolte le adesioni alla class action – l’associazione ha pubblicato inoltre una guida sintetica che i passeggeri della Costa Concordia possono utilizzare per far valere al meglio i propri diritti
[16.01.2012 09:28] Tutto per fare un Piacere al Maitre
Ci sono brave persone che diventano vittime inconsapevoli della stupidità degli altri. Venerdì sera: Tievoli, figlio del vecchio parrucchiere del Giglio, ex ristoratore e gestore di un camping, imbarcato dodici anni fa, viene chiamato sul ponte di comando da Schettino e dai suoi attendenti. «Antonello vieni a vedere, che stiamo sopra al tuo Giglio» gli hanno detto. Forse era anche una presa in giro amichevole, perché il capo dei camerieri doveva «scendere» dalla nave la settimana precedente, ma non era arrivato il rimpiazzo ed era dovuto restare a bordo. Lui si è affacciato, ha guardato, ha visto. Non ha ruoli in macchina o in coperta, ma ha gli occhi per guardare. «Attenti, che siamo vicinissimi alla riva» ha detto al comandante. Troppo tardi.(dal Corriere)
[16.01.2012 08:04] Sale a 6 il numero delle vittime, trovato un corpo sul punte due. Probabilmente un passeggero.
[16.01.2012 06:00]Da sempre in internet gli appassionati discutono sui pro e i contro delle mega-navi e sempre più accresce il numero di chi desidera un ritorno a navi di dimensioni più contenute e vivibili. La discussione riguardava più che altro la maggiore varietà di rotte possibili con le piccole navi, l´atmosfera più accogliente, oppure ancora una vicinanza maggiore con l´esperienza della navigazione.
Dopo la strage di Costa Concordia al Giglio la discussione si arricchisce di scenari più complicati ed interessanti. In questi giorni è stata più volte sottolineata l´ incapacità dell´equipaggio costa di gestire una così grande quantità di passeggeri in panico. Ovviamente controllare 400 persone é ben diverso che controllarne 4.000. Inoltre, la strage di Costa Concordia non sarebbe nemmeno potuta accadere su una nave di dimensioni minori e quindi avente un pescaggio (profondità della nave) più ridotto.
Un altro punto su cui riflettere è la dichiarazione, rilasciata da diversi passeggeri, inerente alla scarsità dei salvagenti. Premettendo che tale dichiarazione è di principio falsa in quanto la nave Concordia ha un numero di giubbotti di salvataggio ben superiore alle persone che ospita, il problema è la loro collocazione.
Sulle grandi navi da crociera i passeggeri in caso di pericolo sono costretti dapprima, a dirigersi nelle proprie cabine dove sono disposti i giubbotti di salvataggio, e poi a dirigersi verso i punti di raccolta e quindi alle scialuppe. Sulle imbarcazioni di più piccole dimensioni tutto il materiale di salvataggio, giubbotti compresi, sono situati in prossimità delle scialuppe. Questo non solo rende più efficace la distribuzione dei salvagenti, soprattutto nei momenti di panico ma, soprattutto, rende le operazioni di abbandono della nave più veloci.
Considerando che tutte le navi di nuova costruzione devono rispettare indipendentemente dalla quantità di passeggeri trasportati gli stessi livelli di sicurezza viene spontaneo considerare le navi di dimensioni più contenuti più sicure. Sarà dunque questa la nuova filosofia delle compagnie di Crociere? Per il momento vi sono in costruzione soprattutto Megaliner e la tendenza è quella di aumentare ancora di più la dimensione delle navi.
Ci chiediamo, cosa sarebbe successo se invece della Costa Concordia si fosse trovata al Giglio Oasis of the Seas che può trasportare più di 6.000 persone tra passeggeri ed equipaggio.
Aspettiamo i vostri commenti


![Costa Concordia - Costa Crociere concordia 15.01 2 [AGGIORNAMENTO] TRAGEDIA CONCORDIA: BASTA CON LE MEGANAVI?](http://meetingpointcruises.it/wp-content/uploads/2012/01/concordia-15.01-2.jpg)






gennaio 16th, 2012 at 14:05
Non credo che questa tragedia determinerà la fine dell’epoca delle meganavi.
Adesso siamo tutti quanti sotto shock per l’accaduto, attendiamo quindi ancora alcune settimane per capire come reagirà il mercato.
Secondo una mia previsione (che, preciso, potrebbe anche essere totalmente sbagliata), nel breve periodo si potrebbe assistere ad una contrazione delle vendite, soprattutto per Costa Crociere, che dovrà fronteggiare il brutto danno alla sua immagine.
I potenziali clienti potrebbero guardare con sospetto le gemelle della Costa Concordia e optare per altre navi o altre compagnie. Ma quali?
Tutte le principali compagnie hanno fatto cospicui investimenti praticamente solo sulle meganavi e spesso dismesso le unità più piccole, ormai datate ma soprattutto inadeguate per via della crescente domanda verso i sorprendenti giganti del mare, capaci di offrire tutto quello che si può trovare in un resort sulla terraferma, e forse anche di più.
Secondo me non cambierà nulla. L’opinione pubblica tra un po’ digerirà il disastro della Costa Concordia e continueranno sempre ad esistere sia croceristi amanti delle meganavi che quelli delle navi più piccole (io).
Cosa sarebbe successo se l’incidente avesse coinvolto la Oasis Of The Seas? Immagino che sarebbero salite le probabilità di perdita di vite umane, oppure no. Avrebbero anche potuto salvarsi tutti. A condizione che la nave sia stata ben progettata per una situazione di emergenza, l’azienda non abbia puntato al risparmio sulle dotazioni di sicurezza e l’evacuazione gestita nei tempi e nelle modalità previste dal regolamento.
Facile dirlo qui, stando comodamente seduto davanti al PC, situazione completamente diversa quando la nave presenta una forte inclinazione, il panico ti pervade e corri il rischio di una tragica fine.
Mi auguro che non succedano più tragedie come quella della Costa Concordia. Tuttavia dobbiamo convivere con la certezza che il mare sarà per l’eternità tanto bello quanto pericoloso.
Gli incidenti in mare continueranno ad esistere per sempre e coinvolgeranno navi di ogni dimensione. Nessuna nave sarà mai inaffondabile o comunque sicura al 100%.